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venerdì 25 luglio 2025

Galette Bretonne Complète

 





































"J'aime la galette
Savez-vous comment ?
Quand elle est bien faite
Avec du beurre dedans.
Tra la la la la la la lère
Tra la la la la la la la."
(canzone francese per bambini, 1820 ca.)


Non sono stata in Bretagna, ma a inizio mese ho passato due giorni lungo la Côte d'Opale, passeggiando in quel tratto di costa appena oltre Calais che unisce Ambleteuse a Cap Gris-Nez, fotografando sassi colorati, dune di sabbia, campi di frumento e lino, immergendo i piedi nel freddo mare dello stretto di Dover e cercando di scegliere invano la casetta più bella di quei villaggi di pescatori in cui sognare di poter vivere annusando l'aria salmastra. Si può dire una piccola vacanza perfetta fatta di calma, chiacchiere tra amiche, aperitivi improvvisati e gioie semplici. Tra queste il ritrovarsi in un piccolo localino di Audresselles, a mangiare galettes bretonnes sotto ombrelloni a righe. 

venerdì 28 marzo 2025

Dorayaki







































Questi fiori di ciliegio
hanno riportato al pensiero
tante memorie
(Bashō Matsuo, 1644 – 1694)


I ciliegi nel cortile della scuola sono delle nuvole bianche ed è arrivato quel periodo dell'anno in cui gli alberi da frutto sembrano tutti usciti da un giardino delle fiabe. Quel periodo dell'anno in cui mi ricordo quanto sia poetico passeggiare sotto degli alberi in fiore e quanto sia meraviglioso rimanere a contemplarli, anche quando la loro fragile bellezza vola via un petalo alla volta. 

sabato 25 marzo 2023

Frittata con Asparagi Selvatici (Sparasine)







































“Venessiani gran siori, Padoani gran dotori, Vesentini magna gati, Veronesi... tuti mati" 
(proverbio veneto)


Spiegazioni che giustificassero il proverbiale attributo "tutti matti" assegnato ai veronesi, ne ho sentite parecchie, dalla festa del Bacanàl del Gnoco del Venerdì Grasso, a storici grandi manicomi cittadini, ma l'ultima che mi è stata raccontata non l'avevo mai sentita prima. 
Nella cultura contadina veneta, comunemente abituata a utilizzare in cucina erbe spontanee, è sempre stata usanza, nel periodo primaverile, andare a raccogliere asparagi selvatici, tant'è che a Pigozzo, quartiere in provincia di Verona, ogni anno si tiene la Festa della Sparasìna, l'asparago selvatico per l'appunto. 

domenica 3 ottobre 2021

French Toast e 9 anni di blog


 
























Toglietemi tutto tranne la colazione! 
Questo è un dato ormai assodato per chiunque mi conosca e frequenti questo angolino da un po'. Amo pensare di iniziare le giornate, anche le più difficili, potendo addentare qualcosa di buono. Amo ancora di più avere il tempo di farlo seduta senza fretta aspettando che il tè sia pronto o il caffè filtrato. Normale che questo non sia sempre possibile, soprattutto se si ha la sveglia lavorativa tarata con il canto del gallo. E' allora che il weekend o quei momenti di preziosa lentezza settimanale diventano vere oasi di pace e serenità. 

domenica 10 maggio 2020

Pavlova








































Pitupitumpah!


Per lei
tutta panna, sorriso dolce e profumo di casa, eterni capelli castani alla vita e gonne se possibile ancor più lunghe, fronte alta e sopracciglia scure, che sognava di viaggiare volando e parlare lingue come io non saprò mai, che non suona ma canta e mette musica a tutte le ore, vinili, radio, film, che scrive, appunti, diari, lettere, che scrive tutto ciò che fa più fatica a dire, matita rossa e matita blu, vecchi libri, vecchie foto, vecchie scatole di latta, tante scatole, tanti ricordi, che conserva e cura, che odia sprecare e buttare, che piange tutto ciò che non può più tenere, che non ha mai paura di cambiare o non lo dà a vedere, che non si piace quasi mai ma ama chi le sta intorno, che ha occhi per guardare e cuore per ascoltare, una tazza di tè e un biscotto, pure due, che dice "vai" anche quando sarebbe "torna", che è spesso lontana, ma è sempre così vicina.
Per lei che dice di aver conosciuto il mio nome ancor prima che esistessi. 
Magari anch'io conoscevo già il suo.

sabato 29 giugno 2019

Scotch Eggs







































Edimburgo è una città di luci mutevoli, di cieli che cambiano, di panorami improvvisi.
Una città così bella da spezzare il cuore più e più volte.
(Alexander McCall Smith)


Quando inizi ad avere all'attivo numerosi viaggi, ti rendi conto di quanto ogni paese, finanche ogni città abbia la sua identità ben precisa, a volte fatta addirittura di determinati colori e luci, suoni e odori caratteristici.
Edimburgo è una piccola ma vivace città, dove a edifici per lo più di grigia pietra si aggiungono coloratissime cornici dei negozi e locali sottostanti, senza una rete metropolitana ma con una nutritissima mappa di pub, colline panoramiche su cui una dorata luce della sera bilancia la durezza del vento che le spazza, bellissimi giardini di case vittoriane e un saliscendi di vicoli e vicoletti svela una seconda città nascosta. Edimburgo sa di sottilissima e intermittente pioggia, odora stranamente (non mi chiedete il motivo) di riso bruciato e risuona di cornamuse negli angoli più vecchi, svolazzi di tartan, uomini in kilt e grossi gabbiani, forse i soli a ricordare una vicinanza al mare, che per il resto sembra un intervallarsi di quartieri cittadini e paesini di campagna.

mercoledì 1 maggio 2019

Crostata con agretti, ricotta e uova di quaglia







































Dopo aver giocato a riempire la valigia di Pasqua con camicette, magliette di cotone e maglioni di lana, pronta a coprirmi con più strati di una cipolla, non essere riuscita definitivamente a capire per quanto ancora sarà concesso l'uso degli stivali pure nelle poche giornate di "forse vuoi vedere che è primavera?", aver occupato ogni gancio possibile in ingresso per poter tranquillamente scegliere ogni mattina se sia più corretto un giacchino di jeans o un piumino invernale, e aver benedetto ogni giorno delle ultime settimane per avere alla stessa portata il settore "'mazza che freddo" e "Anto', fa caldo" potendo infischiarmene altamente del problema del cambio di stagione nell'armadio...giuro mi arrendo! Aribandus! Alzo bandiera bianca!!!

domenica 10 febbraio 2019

Crespelle con Radicchio, Gorgonzola e Noci







































- Puoi veder strisciare ai tuoi piedi, - disse la Zanzara (Alice ritrasse i piedi impaurita) - 
una Mosca del pane e formaggio. Le sue ali sono fette sottili di pane e burro, 
il suo corpo è di Gorgonzola, gli occhi di Gruyera.
- E di che vive?
- Di maccheroni e di pere.
Ma in mente di Alice sorse un'obiezione.
- E se non ne trova? - essa disse.
- Morirebbe, è naturale.
(L.Carroll, Attraverso lo specchio)


A causa dei miei impegni con lavoro e malattia, nonostante la "chiamata alle armi" del Calendario del Cibo Italiano e nonostante per settimane mi passassero davanti tante gustosissime occasioni per mettermi alla prova, ho dovuto desistere e con molto rammarico mi sono lasciata sfuggire il mese di Gennaio e quest'anno va così...la Giornata del Radicchio e pazienza...poi anche la Giornata delle Crespelle e...eh no, mo basta! 

sabato 9 giugno 2018

Pastéis de nata







































Si insistes en saber, lo que es saudade 
Tendrás que antes de todo, conocer, sentir lo que es querer 
Lo que es ternura 
Tener por siempre un puro amor, vivir 
Después comprenderás lo que es saudade 
Después que hayas perdido aquel amor 
Saudade es soledad, melancolía 
Es lejanía, es recordar, sufrir 
(M. Palmério, Saudade)


Sette colline, un castello sul fianco che osserva tutto dall'alto, un continuo saliscendi dove, sulla calçada portuguesa bianca e nera,  sfrecciano gialli tram tra bouganville in fiore e alberi viola e centinaia di case e casette dalle facciate colorate, piastrellate, sgangherate, e un fiume che sembra mare, che si allarga sotto due ponti, si estende, si fonde e si confonde, fino a diventarlo. 

lunedì 26 marzo 2018

Uova Ripiene con Salsa Tartara







































Finalmente rinasco.
Cielo blu, aria tiepida, giornata lunga, tanta luce, sole alto, tondo tondo, giallo giallo.
Come un limone, come un uovo, un tuorlo, un tondo tuorlo giallo.
Anche lui portatore di vita.

martedì 13 febbraio 2018

British Pancakes







































"Can't you see that it's just rainin'
Ain't no need to go outside
But baby
You hardly even notice
When I try to show you this
Song is meant to keep you
Doin' what you're supposed to
Wakin' up too early
Maybe we could sleep in
Make you banana pancakes
Pretend like its the weekend now
We could pretend it all the time
Can't you see that it's just rainin'
There ain't no need to go outside..."
(Jack Johnson, Banana Pancakes)


Si narra che il Martedì Grasso del 1445 nel paese di Olney della contea del Buckinghamshire, una sbadata casalinga si trovasse nella sua cucina intenta a preparare frittelle, talmente presa tra pastelle da cuocere e rigirare da aver perso di vista l'ora della funzione. Quando il rintocco delle campane le fece realizzare che non sarebbe arrivata in tempo per l'inizio della celebrazione, la donnina per non perdere minuti preziosi, senza neppure slacciarsi il grembiule, si precipitò in chiesa direttamente con la padella in mano.

sabato 20 gennaio 2018

Carbonara








































1. Usa sempre er guanciale. Si volevamo er bacon annavamo in America.
2. Niente parmigiano, solo pecorino. Chi dice metà e metà c’ha quarcosa da nasconne.
3. Nun coce l’ovo. Mejo n’infezione che na frittata.
4. Niente ajo e niente cipolla, nun stai a fa er ragù.
5. Nè ojo, nè buro, nè strutto. Hai da fa’ spurgá er guanciale.
6. Niente peperoncino. In Calabria ce vai st’estate.
7. Non usare altre spezie al di fuori der pepe. Si nun te sta bene vai a cena dall’indiano.
8. Chi mette ‘a panna dovrebbe annà in galera.
9. Nun dì mai ‘carbonara’ e ‘vegana’ nella stessa frase.
10. Tonnarelli, spaghetti, bucatini, rigatoni. Va bene tutto, basta che non fai scoce ‘a pasta.

lunedì 23 ottobre 2017

C'era una volta un tortello: Crocchè con cuore piccante e Zabaione salato al sidro







































C'era una volta in quel di Mantova, un tortello, di quelli grandi e generosi, al suo interno morbido, dolce e un po' piccante, fuori burroso e pronto per essere addentato.
Ma si sa che prima di ogni finale, c'è una storia da raccontare.
E fu così che un giorno la zucca del tenero ripieno, si stancò di restarsene nascosta sotto la sua candida copertura e decise di mostrare finalmente al mondo quel suo colorito caldo e vivace.
Si spogliò del sottile mantello e si scelse una nuova pelle, croccante e irresistibilmente dorata, e quella sfoglia, orgoglio del più abile dei mattarelli, cadde ai suoi piedi. Sciogliendosi in un profumato zabaione, decise tuttavia di continuare ad accompagnare il suo audace ripieno, ricordandogli sempre di inzuppare bene i suoi ricordi in tradizioni mantovane e mantenere, nonostante la dolcezza, un cuore vivo e un po' piccante.

lunedì 12 dicembre 2016

Tortina (Paradiso) di Santa Lucia







































Santa Lucia bella
dei bimbi sei la stella,
pel mondo vai e vai
e non ti stanchi mai,

trova la porticina
di questa mia casina,
poi continua la strada
per tutta la contrada,
poi continua il tuo viaggio
per tutto il mio villaggio.

A tutti i bimbi buoni
Tu porta dolci e doni,
ma i regali più belli
portali ai poverelli.


Un bel po' di tempo fa avevo già scritto di come la festa di Santa Lucia sia a Verona, mia città natale, molto sentita, e come nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, tutti i bambini attendano il risveglio per poter trovare i doni desiderati ma soprattutto tanti dolci. In quel mio primo post parlavo anche di una focaccina, una piccola tortina che mia nonna mi preparava perchè la potessi lasciare, insieme ad un bicchiere di vino e qualche zolletta di zucchero o chicco di mais, alla Santa, al suo aiutante, il Castaldo, e al piccolo asinello (il musseto) per rifocillarsi nella notte, tra una consegna e l'altra.

domenica 16 ottobre 2016

Tiramisù (con qualche unità in più)



"...Yes, to dance beneath the diamond sky
with one hand waving free
Silhouetted by the sea,
circled by the circus sands
With all memory and fate
driven deep beneath the waves
Let me forget about today
until tomorrow
Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come followin’ you"
(Bob Dylan, Mr. Tambourine Man, 1964)


Non penso scorderò mai l'affettuoso bacio che anni fa ricevetti da Fo, alla fine di un suo spettacolo, dopo avergli chiesto una dedica per mia madre allungandogli imbarazzata, tra un'orda di ammiratori preparatissimi, con poster di sue illustrazioni sotto braccio, un suo libro che lei teneva orgogliosa nella libreria di casa. Non saprò mai se fu più per tenerezza o per ringraziarmi di essere l'ultima dell'interminabile fila. ma per me lui rimarrà indelebilmente questo. 
"Chi è il tuo poeta preferito?" chiede Michelle Pfeifer al suo amico insegnante in "Dangerous Minds", "lungimirante" film del 1995, ridendo poi per un divertito fraintendimento d'identità tra il poeta gallese Dylan Thomas e quello che invece per il collega è "il grande Dylan".

venerdì 1 maggio 2015

Flan di Asparagine







































Mangiando muffin caldi (questi), mi godo la bella luce del sole che ancora è alto nel cielo nonostante sia presto ora di pensare alla cena. 
Oggi spazzato il mio piccolo terrazzino e controllata la crescita di ranuncoli, margherite, lavanda e le mie splendide fragole dalle foglie sempre più grandi, ho aperto finalmente l'ombrellone.
Tutto fa pensare che la bella stagione sia ormai arrivata e con lei le scampagnate e i picnic all'aria aperta. Eppure oggi, mentre molti saranno stati sotto le fronde degli alberi o davanti ad un invitante barbecue, io la festa dei lavoratori l'ho passata a casa.
In attesa di una bella frittatona, magari con asparagi selvatici colti direttamente dal prato, da consumare in compagnia sopra la più classica delle tovaglie a scacchi, quegli invitanti piccoli asparagi che mi tormentavano per avere un posticino in questo blog sono finiti in morbidi flan monoporzione. Molto più chic e a loro agio su un bel piatto di casa che in mezzo ad un panino, ma decisamente gustosi come solo le verdure fresche di stagione sanno essere.
Per tutti gli sfortunati che per pioggia, lavoro o semplicemente pigrizia oggi sono rimasti rintanati a casa: non preoccupatevi e rifatevi pensando ad una bella cenetta! 
E buon (quel che resta del) 1° maggio a chi un lavoro ce l'ha, a chi se lo sta inventando, a chi lo sta ancora cercando!!!

mercoledì 1 ottobre 2014

Flognarde di prugne (ma non era un Clafoutis?)







































Il clafoutis, quello vero, originale, con le ciliegie, ve l'avevo già presentato. 
E' un dolce francese, diffusosi dalla zona di Limousin e che tradizione vuole fosse preparato con le ciliegie selvatiche, tenute intere con tanto di nocciolo, per essere un tipico pasto dei contadini che lo portavano in saccoccia per poterlo gustare durante le dure giornate di lavoro.
Facile pensare che se è davvero una tradizione contadina, preveda certamente l'uso di frutta di stagione...e quando non ci sono più ciliegie? pesche, mele, uva...ma allora il nome cambia e diventa "flognarde".
Sarà l'arrivo a Roma del mio papà, che al terzo anno di pellegrinaggio sta concludendo la Via Francigena, portandomi forse nella capitale una leggera idea di Francia (e probabilmente un bel po' di polvere sotto le suole), sarà che nonostante il caldo, le giornate si accorciano e anche se a malincuore dovrò salutare pure le ultime prugne, ma corro ai ripari e ve lo propongo bello tiepidino, in tutta la sua bontà. 
Penso potrebbe fare la sua figura anche nella saccoccia dei pellegrini!

domenica 16 giugno 2013

Clafoutis di ciliegie

Nessun dubbio a riguardo: il mio frutto preferito sono loro...le ciliegie!
E come possono non esserlo? Belle, lucide, sanguigne, polpose e buone...buone da morire. Mai detto fu coniato in modo più perfetto dell'"una tira l'altra" per questo frutto meraviglioso. Non sono mai sufficienti quelle che con golosità riescono ad entrare in una manciata di mani, così piano piano ci si riempiono le tasche, ci si addobbano le orecchie (per quale altro motivo altrimenti si troverebbero accoppiate?!?), mentre la bocca è già occupata in un curioso effetto guance a criceto.
L'unico difetto: troppo poco il tempo in cui si può goderne. Quindi quand'è il momento il rischio indigestione è dietro l'angolo (ma ne vale sempre la pena!)
E quando proprio sono così fortunata da avanzarne un po', giusto pensando alla mia povera mamma che le può mangiare solo cotte a causa dell'allergia (!!!)...ciliegia chiama inevitabilmente clafoutis, tiepido gustoso e morbido, semplice come una frittata, un dolce alla frutta che sà davvero di frutta.
E se ci riuscite...ricordate di esprimere un desiderio!

sabato 25 maggio 2013

Asparagi al cartoccio e mimosa d'uovo







































Peregrinazione tra le cassette di frutta e verdura e penso che quest'anno ancora non ho mangiato un asparago!!!...ed è quasi giugno!?!?!...Beh sul "è quasi giugno" non sembrerebbe affatto visto che la nuova stagione monsonica dopo aver portato diluvi nel mio caro Veneto (e chissà perchè non se ne parla?!?) ha riportato quasi un clima da cappotto anche qua a Roma.
Io me ne frego altamente, decido che è un sacrilegio lasciare quel mazzettino verde lì a guardarmi e mi metto ai fornelli. O meglio al forno. Eh sì...avete capito bene: al forno!
Mai cotti gli asparagi al forno? Nemmeno io prima del mio trasferimento a Roma, quando ho capito che esistevano asparagi ben più piccoli e saporiti dei "giganti bianchi" che si trovano dalle mie parti (e che non m'hanno mai fatto impazzire) e prima di conoscere una mia ex-coinquilina, ragazza siciliana che m'ha presto iniziato ad una facile ricettina che comporta zero fatica, quasi zero scarti, gusto a mille e che da allora mi accompagna ad ogni asparago primaverile, con un sorriso per chi a Verona oltre a ciucciare carciofi, ciuccia pure asparagi e uno ancor più grande per l'amica siciliana che riporta sempre un po' di sole nella mia tavola anche quando non ce n'è molto fuori dalla finestra!

giovedì 16 maggio 2013

Ravioli di uova di quaglia con ricotta e menta su letto di piselli






































"...la vecchia regina, senza dire nulla a nessuno entrò in una camera e mise un pisello nel letto che era in mezzo alla stanza. Quindi prese venti materassi, li stese uno sopra l'altro sul pisello, e vi aggiunse ancora venti piumini. Era quello il letto destinato alla principessa sconosciuta."

 

Dopo aver fatto i primi esperimenti con la pasta fatta in casa, se come me avrete la voglia irrefrenabile di cimentarvi con i formati ripieni, non dimenticatevi degli ingredienti di stagione, che sanno dare profumo e colore anche alle giornate più spente.
E prima che i piselli primaverili lascino il posto ad angurie e meloni, sgranate qualche bacello fresco che con la menta del balcone, la mia rinata dalle sue stesse ceneri, sono proprio la morte loro!
ps: Volevo segnalare che l'utilizzo dell'uovo di quaglia, nel mio caso dovuto solo al puro fatto fortuito di averle in frigorifero, anche se fa molto "chic" (e per giunta allunga il nome della ricetta da far invidia al ricettario più elaborato) può essere tranquillamente sostituito da due uova di gallina. Niente paura!!!
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