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lunedì 19 agosto 2019

Confettura di Sambuco







































"Colmo di frutti il sambuco; tranquilla era l'infanzia 
nella grotta celeste. Su percorsi sentieri, 
dove rossiccia stride ora l'erba selvatica, 
medita il calmo intrico di rami; un frusciare di foglie. (...)"
(Georg Trakl)


Questa volta è stato uno sguardo di troppo fuori dal finestrino a quei grappoli pendenti di bacche nere e la domanda è sorta spontanea: "Ma la confettura di sambuco si fa con i fiori o con le bacche?".
Detto, fatto: stessa bici, stesse forbici, stessi contenitori da riempire, "stesso posto, stesso bar"...e stessa frettolosa incoscienza nell'imbarcarsi con 32 gradi alla caccia bucolica parte second, emh terz, quart...non-so-più-a-che-numero-stiamo. (per alcune "puntate" precedenti: qui e qui)

martedì 23 aprile 2019

Pan de mej







































"In quel momento, un cavaliere fermò il suo cavallo vicino al lago per abbeverarlo. Si chiamava Giorgio ed era l'uomo più coraggioso del regno. Guardando verso la città, vide l'enorme ombra del drago sovrastare la Principessa, con il collo arcuato e la boccaccia spalancata..."
(Ser Giorgio e il Drago da "I Racconta Storie" n.18)


Ser Giorgio, Santo patrono d'Inghilterra, Protettore dei militari e di tutti gli ordini cavallereschi, degli scout, delle guide e dei gitani, Megalomartire di tutte le Chiese cristiane, invocato come protettore contro tutti i tipi di pericoli e ogni male. Se all'appello aggiungessimo "Protettore del lago e Uccisore di draghi" potrebbe tranquillamente sedersi sul Trono di Spade, tanto che la sua storia si confonde con decine di leggende tra sacro, profano e ritorno, fino a volerlo Morto e Risorto...tre volte (se già la prima non valesse tutti i Sette Regni). 

venerdì 21 aprile 2017

Cestini di croccante con mousse al mascarpone







































Nove giorni e sono già al terzo treno. Tutte queste vacanze e ponti ravvicinati mi stanno facendo perdere un po' la cognizione del tempo e dello spazio, e, se ciò non fosse sufficiente, i repentini cambiamenti d'umore meteorologico non riescono a trovare pace tra il caldo estivo e le temperature invernali. Ma, pur di non rimanere ferma, in valigia accanto alle canottiere incastro un maglione in più e parto.

giovedì 19 maggio 2016

Sciroppo di Sambuco







































"Solo il sambuco odorava dalle ampie antele candide fresco e mite, là entro. 
Le farfalle passavano fuggevoli; gruppi di chiocciole andavano qua e là 
strisciando tra le piante succose, lasciando le righe lucenti."
(Gabriele D'Annunzio, Il libro delle vergini)


Un paio di settimane fa Londra era invasa da colorati cespugli di fiori blu, soffici spighettine piene di polline dal penetrante profumo di miele. 
Domenica invece è stata la volta delle terrazze dell'Auditorium, tappezzate con ogni tipologia di piante, rampicanti, bulbi e aromatiche, in occasione del Festival del Verde e del Paesaggio (evento annuale che adoro e non mi faccio sfuggire!). 
Avrei voluto portare a casa con me ogni cosa, ma mi sono limitata a dei deliziosi garofanini rosa che attendono impazienti di essere piantumati trionfanti nei vasi del mio terrazzino.
Ma questo maggio ultimamente ci sta regalando un capriccioso tour riepilogativo di tutte le stagioni, e in giornate grigie e uggiose come oggi, è davvero difficile ricordarsi di essere nel bel mezzo della primavera, a meno che non si riesca a metterla in una bottiglia. 
La caccia agli ultimi fiori di sambuco della zona ancora non sfioriti, è diventata uno sciroppo dolce e un po' pungente, da diluirsi in fresche bevande frizzantine e dal profumo primaverile.

domenica 4 maggio 2014

Fiori di acacia e sambuco in pastella







































Sole (tra una pioggia e l'altra) e un cielo brontolone carico di nuvole grigie e blu all'orizzonte. 
Chi se ne importa! Allaccio le scarpe, apro il garage e inforco la bici insieme a papà. 
Pedalata in mezzo alla primavera (un po' capricciosa), a caccia di fiori. Aria densa di profumi e qualche starnuto. 
Mai accorta come quest'anno della concentrazione di acace e sambuco. Ovunque mi giri spuntano grappoli di fiori bianchi. Giardini, sentieri, fiumi, cestini di biciclette...
Ho così nuovamente ceduto al mio spauracchio del fritto, perchè si può mettere la primavera nel piatto in tanti modi, ma l'idea di mangiare fiori, lasciando perdere che oggigiorno fa fico nel mondo della cucina, mi dà l'idea di tremendamente bucolico e pure un pizzichino magico, come se si potesse addentare una nuvola o dare una leccatina ad un arcobaleno...chissà che gusto ha un profumo o un colore!? E con il sambuco ci farò una bacchetta magica?
Dopo questa poetica prefazione, non vi immaginate un saporone, nè un fiore di zucca ripieno ecco...d'altra parte le "poesie" sono delicate, appena dolciastre e superato lo scetticismo da "rischierò un'intossicazione", sappiate che vanno fritte e ingurgitate ancora roventi.
Giusto il tempo di presentarle al miele.

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