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sabato 28 dicembre 2024

Strudel di Mele (Vegano)







































Passano gli anni, i piccoli di casa diventano grandi, nascono nuovi piccoli, ma una cosa non cambia mai: per il dolce di Natale tutti aspettano me. 
Ma quando le famiglie si allargano, può capitare si allunghi la lista dei desiderata e per accontentare i gusti e le esigenze di tutti, la scelta sulle preparazioni diventa più insidiosa.

sabato 23 maggio 2020

Scones e Tè alla Rosa








































"But he who dares not grasp the thorn should never crave the rose."  
(Anne Brontë)


Maggio è il mese delle rose, che hanno accompagnato le mie colazioni solitarie delle ultime settimane, mentre seduta nella pace della mia piccola terrazzina, prima che il sole fosse troppo caldo per berci un cappuccino, sentivo il loro profumo accarezzarmi anche oltre il metro di distanza sociale.

mercoledì 25 dicembre 2019

Frittelle ripiene di Natale







































"Have yourself a merry little Christmas
Let your heart be light
From now on, our troubles will be out of sight

Have yourself a merry little Christmas
Make the yuletide gay
From now on, our troubles will be miles away 

Here we are as in olden days
Happy golden days of yore
Faithful friends who are dear to us
Gather near to us once more

Through the years we all will be together
If the fates allow
Hang a shining star upon the highest bough
And have yourself a merry little Christmas now"
(Sam Smith, Have yourself a merry little Christmas)



"Nonna, quest'anno vengo a casa tua e mi insegni a fare i dolcetti fritti che portavi sempre a Natale"
"Ma mi non me ricordo più gnente!"...
...sottotitolato: cominciamo bene!
C'era un tempo in cui ero deputata ai compiti di più alta responsabilità culinaria: righettare gli gnocchi, chiudere i tortellini, impanare le polpette... E c'è oggi in cui cerco di ricostruire ricette fatte di cucchiai e "a occhio" con gli appunti sul quadernino rosso di mia madre e i "non me ricordo" di mia nonna. 

venerdì 21 dicembre 2018

Mendiants







































"...Ma, nel mentre che bilanciavano i partiti, si sentì un picchietto all'uscio, 
e, nello stesso momento, un sommesso ma distinto "Deo gratias". 
Lucia, immaginandosi chi poteva essere, corse ad aprire; e subito, fatto un piccolo inchino, 
venne avanti un laico cercatore cappuccino, con la sua bisaccia pendente alla spalla sinistra, 
e tenendone l'imboccatura attortigliata e stretta nelle due mani sul petto. 
"Oh fra Galdino!" dissero le due donne. 
"Il Signore sia con voi," disse il frate. "Vengo alla cerca delle noci." 
"Va' a prender le noci per i padri," disse Agnese."
(A.Manzoni, I Promessi Sposi, Cap.3)


Un tempo era usanza per i frati bussare alle porte delle case per raccogliere la questua, ciò che il buon cuore dei fedeli avrebbe donato caritatevolmente alla comunità ecclesiastica. Tra le cose che più comunemente venivano donate c'erano noci e frutta secca perché, nonostante le dimensioni, di facile trasporto, sono alimenti molto nutriente. 

mercoledì 31 ottobre 2018

Barm Brack e le origini di Halloween







































Non tutti sanno che la festa di Halloween affonda le sue radici in Irlanda almeno 3000 anni fa.
Il 31 ottobre, che originariamente si chiamava Samhain, per il calendario celtico era un giorno molto particolare che segnava la fine dell'estate e celebrava l'ultimo raccolto, prima che giungesse la fredda e buia stagione invernale .
Era così un giorno molto strano, che non apparteneva nè al vecchio nè al nuovo anno, e proprio per questa sua particolarità era come se in quel magico momento la distanza tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti potesse diminuire. Ecco che grandi falò e offerte dovevano tenere lontane le forze maligne, mentre candele poste alle finestre e rape svuotate e illuminate (poi diventate zucche) indicare agli spiriti più cari la giusta via da percorrere per non rischiare di vagare per l'eternità nelle tenebre. 

domenica 27 maggio 2018

Chutney di Rabarbaro







































Lo sapevate che quando a teatro una scena prevede di far finta di parlare senza emettere suono, di chiacchierare animatamente con delle altre persone senza farsi sentire, il trucco più comune è muovere solo il labiale ripetendo "RABARBARO"? 

sabato 31 marzo 2018

Hot Cross Buns


"Hot cross buns!
Hot cross buns!
One a penny,
Two a penny,
Hot cross buns!

If you have no daughters,
Give them to your sons;
One a penny,
Two a penny,
Hot cross buns!"


Passione per panificazione e dolci d'oltremanica e troppe serie made in UK hanno prodotto inevitabilmente un'impennata di ricette anglosassoni su questo blog. Ne sono consapevole.
Questi panini poi era realmente tanto tempo che volevo provare a farli, ma ogni anno la Pasqua mi volava scordandomi di loro. 

mercoledì 20 settembre 2017

Mele Ripiene







































"Quest'anno all'inizio dell'autunno nel sud
io m'imbratto di mare
di sabbia
di sole
m'imbratto di alberi
m'imbratto di mele come fossero miele.
Nelle notti il cielo dà odore di messi.
Nelle notti il cielo discende sulla strada polverosa
e io m'imbratto di stelle.
Al mare, alla sabbia, al sole, alla mela, alle stelle
io mi abituo, o mia rosa,
mi abituo profondamente.
Confuso col mare e la sabbia e il sole e la mela e le stelle
il tempo di partire è venuto."
(Nazim Hikmet)


Infinite storie, antiche e moderne, reali e fantastiche, accomunano la mela a simbologie particolari e alimentano nell'immaginario collettivo l'idea di un frutto speciale, proibito, magico, a volte dalle proprietà terapeutiche. Dal frutto colto da Eva, a quella avvelenata dalla strega di Biancaneve, passando da Guglielmo Tell, a Newton, per arrivare al simbolo della casa discografica dei Beatles, fino alla Apple di Jobs.

lunedì 21 agosto 2017

Melanzane a beccafico


"Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. 
Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita."
(proverbio cinese)


Da più di un anno i miei genitori, insieme a diverse famiglie del quartiere, comprano regolarmente i prodotti freschi di un orto della zona in cui lavorano dei ragazzi immigrati che il parroco, e parrocchiani annessi, offrendogli un letto, incoraggiano sulla via di un lavoro sano e dignitoso. 

giovedì 11 dicembre 2014

Panettone con uvetta e zenzero candito







































Cosa fare se ti trovi a due settimane dal Natale ad avere un lungo weekend di riposo?
Confesso che la mia prima idea era di lasciare ogni pensiero e lavoro in sospeso a casa, buttare qualcosa in valigia e partire. Il dove: totalmente indifferente. 
E vi dirò anche che stavo lì lì per farlo, tanto da sentire già l'emozione della prenotazione online. 
Che cosa sia successo dopo non ve lo sto a raccontare, perchè gli imprevisti capitano sempre, chiamateli soldi, tempi, cambi di idee...tanto poi si finisce sempre con il dire che evidentemente non era destino.
Poco male. Cosa fare se ti trovi a due settimane dal Natale ad avere un lungo weekend di riposo e non puoi partire dove vorresti?
Ovvio, ci si imbarca nel più impegnativo esperimento in cucina mai affrontato prima insieme al fidato lievito madre che giace annoiato nel frigo, un po' stanco a onor del vero di uscir fuori solo per il solito pane o la solita pizza settimanale (lui è annoiato eh, mica io, sia chiaro!) e pronto alla missione natalizia per eccellenza: il Panettone!

domenica 6 aprile 2014

Grissini di riso e ceci e la fioritura dei ciliegi







































Esiste un breve periodo dell'anno, solitamente tra fine marzo e i primi d'aprile, in cui chiunque abbia la fortuna di avere degli alberi da frutto e tra questi dei ciliegi, può bearsi dello spettacolo che produce la loro fioritura. 
La mia nonna paterna, nata e cresciuta in un paesino dell'est veronese collocato proprio nella cosidetta valle dei ciliegi lo sa bene. Ma sono in pochi ad avere invece la fortuna di poter visitare il Giappone, paese che fa della fioritura dei ciliegi un vero vanto nazionale e occasione di festa, proprio nel momento in cui i sakura, così si chiamano, giungono al massimo della loro bellezza. Inutile dire quanto questo sia un altro mio piccolo (mica tanto!) sogno insieme a quello dell'Irlanda e dei campi di lavanda in Provenza.

sabato 1 marzo 2014

Frìtole e le feste in maschera







































Non esiste Carnevale senza una festa in maschera! 
Non mi frega nulla che ormai ho passato i 30 anni e non sono più una bambina. 
Ma questa cosa dei travestimenti mi deve essere rimasta addosso fin da quando potevo concedermi il lusso di sfogliare una rivista e aprire gli armadi insieme a nonna per poter scegliere le stoffe giuste per il nuovo costume dell'anno. Avere una nonna sarta e pure parecchio brava, ha fatto di me una bambina davvero viziata che già a 6 anni riconosceva e snobbava i costumi in stock da negozio, per preferire le rifiniture ingegnose partorite dalle magiche manine casalinghe.
Perchè diamine io non abbia imparato ad usare bene una macchina da cucire proprio non lo so, però mentre rischio di cucirmi una falange e osservo una tenda gialla tagliata a metà distesa nel mezzo del soggiorno, pezzi di una vecchia federa, aghi e fili ovunque, penso che, almeno qualche gene, nonna me lo dovrà aver tramandato. E non sia mai che la bimba di 6 32 anni non preferisca un costume fai da te ad uno comprato!
Quindi, ultimi giorni di Carnevale, prende anche quella voglia di frittelle che mai in un intero anno. 
Sottolineo bene che ho detto frittelle non castagnole...frit-tel-le! 
Anzi frìtole, perchè questa è la ricetta di casa mia, con tutti i dosaggi trascritti dal ricettario di nonna (e ringraziate che non ho scritto "a occhio").
Così dopo le sòssole, i dolcetti carnevaleschi colpiscono ancora, unica vera scusa per me per cucinare con la finestra aperta e avvolgermi la testa in un turbante di asciugamani per evitare di profumare di olio di arachidi.
Chissà se posso usarlo per il prossimo costume...mumble mumble...
Intanto osservo una gonna gialla e delle maniche a sbuffo azzurro federa. Nonna sii fiera di me!

giovedì 4 luglio 2013

Cous cous profumato alle verdure e i picnic con i grilli







































Poi, a dispetto di qualunque temperatura, arriva l'estate. E la riconosci dal suono delle cicale che entra dalle finestre e dal frinire dei grilli non appena cala la sera, dall'odore di sole e di mare anche quando sei in città, dalla voglia di stare costantemente scalza dimenticandosi le ciabatte in giro per casa, da quei sapori di frutta e verdure fresche che metteresti nel piatto ad ogni ora del giorno, fosse anche solo per il loro colore e profumo, e da quella luce che precede la sera, quella che nè vespro, nè tramonto, quella luce appena dorata che t'arriva negli occhi e che ti bacia mentre ti riappacifichi con la città osservandola dal sellino di una moto o dal parapetto di un terrazzo. Ed è allora che il mio cuore tende ad allargarsi insieme al mio sorriso e, in modi alcune volte inspiegabili, i miei occhi riescono a scorgere molte più cose belle, come se quella luce le facesse vedere meglio. E' allora che, fosse per me, fermerei il tempo. Resterei nei giardini dei vicini a cenare sotto pergolati di kiwi, sui balconi ad annusare il profumo dei gelsomini quando viene sera, in mezzo ad un prato a fare picnic in compagnia dei grilli, sulle terrazze ad osservare la città dall'alto, a contare le case e riconoscere i suoi edifici, a farsi baciare da quella luce per cui non servono parole. Solo cuore.

domenica 17 marzo 2013

Porter Cake








































E con questo (dopo scones&lemon curd e l'irish soda bread) siamo a quota 3 post in 3 giorni...davvero un record!
Ma oggi, 17 marzo, è San Patrizio!!! Mi rendo conto che festeggiare una ricorrenza culturalmente non italiana è propriamente discutibile, ma...ebbene sì è più forte di me! Non so cosa sia, se le immagini di quelle vallate verdi sterminate punteggiate di pecore quasi fossero margherite e le nuvole fitte quasi fossero pecore, non so se siano le leggende di fate e folletti che mi ricordano tutte le fiabe lette da bambina o quella musica, di violini e cornamuse lontane che sento sottopelle ogni volta che l'ascolto e appartiene alle mie orecchie come se non avessi mai ascoltato altro in vita mia. Forse, io non lo so, in una mia vita precedente sarò stata un saltellante Leprecano, una pecorella della brughiera, un gabbiano del nord o un filo d'erba sulla cima di una scogliera...o un verde trifoglio, chissà...fatto è che non esiste 17 marzo senza indossare qualcosa, anche piccolo, di verde, senza ascoltare qualche giga irlandese...senza sfornare una Porter cake.
Aspettando, sicura di poter vedere un giorno con i miei occhi l'Irlanda...
buon Saint Patrick's Day a ognuno di voi!

venerdì 15 marzo 2013

Scones e Lemon curd







































"Why is a raven like a writing desk?"
Ogni volta che li sforno è inevitabile immaginarmi a sgranocchiare questi dolcetti, sorseggiando una tazza di tè, tra il Capellaio Matto e la Lepre Marzolina!
Eppure tutto iniziò qualche anno fa, quando cavalcando la mia passione "secolare" per l'Irlanda, decisi che dovevo riuscire ad organizzare qualcosa di carino per festeggiare degnamente il San Patrick Day...una scusa come un'altra per portare un po' dell'isola verde da me, visto che, ad oggi, andare io da lei rimane ancora un sogno nel cassetto. E una scusa come un'altra per cucinare, mangiare e fare festa con gli amici.
Così per la mia festa irlandese mi sono documentata ovunque per scovare qualche ricettina carina da poter proporre agli ospiti, ma pure adatta ad un buffet (per capirci: niente stufati o agnelli del Connemara!!!)
In mezzo ad una specie di invasione delle patate, trovai questi dolcetti, in realtà molto british, con quell'aria da "tè delle cinque con la Regina Elisabetta", ma che certo in Irlanda sembrano arrivati.
La vera scoperta però fu lei: sua altezza Lemon Curd.
Per lei fu assoluto amore a prima vist..a prima cucchiaiata! Tipicamente pensata per accompagnare gli scones, ma che da allora per quanto mi riguarda accompagna torte, crostate...direttamente le dita!!!
Ecco perchè oggi, ad un paio di giorni da una delle feste internazionali che più mi divertono, sono così emozionata al presentarvela...lei che tanti cuori in questi anni ha conquistato, lei che ho scoperto essere una specie di perversione di una mia amica che, so, non attendeva altro che questo post, lei che rimane una delle mie "droghe culinarie" predilette...
Che ne dite alle 17 vi aspetto per il tè a casa mia?

domenica 17 febbraio 2013

Rose del deserto







































Dopo un paio di settimane dense di lavoro e impegni più o meno rognosi, si torna a cucinare.
Oggi è domenica e, quando il week end è libero da altri impegni, la cosa che più mi piace pensare di fare è di poterla occupare ai fornelli, magari preparando qualcosa per allietare un pranzo o un semplice pomeriggio di chiacchiere con qualche amica. Ci si sveglia tardi (una delle gioie del fine settimana) e si comincia a preparare il ragù per la pasta e nell'attesa ci si dedica ad un post un po' particolare.
Perchè un pranzo con un'amica non è mai solo un pranzo.
Può cominciare come un atto d'amore in cucina, ma poi si sa bene che spesso finisce come un momento di condivisione di pensieri, idee, problemi...come se il solo parlarne potesse almeno illuminare sulle soluzioni.
Alle donne spesso basta così poco, anche solo essere ascoltate. E se è il momento, non importa molto nemmeno se chi lo fa è un perfetto sconosciuto. Poco importa pure se poi alla fine tu sia lo sconosciuto o la persona che necessitava d'ascolto, perchè le parole si sa, finiscono per mescolarsi, i racconti ad intrecciarsi, gli ascolti a condivedersi. Alla fine, stremati come dopo una lunga battaglia, nessuna vera soluzione, ma tanti buoni propositi e abbracci di  conforto. Ma, anche questo si verifica, che la miglior parola non abbia il potere di un abbraccio. E così in mezzo a problemi e burrasche, ci si saluta con il più bello e forte dei sorrisi. 
Pieno di speranza, come una rosa nel deserto.

mercoledì 19 dicembre 2012

Mince Pies è tempo di Natale







































La tradizione anglosassone racconta come questi dolci siano il cibo preferito di Santa Claus, e vengano preparati nei giorni precedenti al Natale, per poterne lasciare qualcuno vicino all'albero nella notte della vigilia, ma anche per poterne gustare il profumatissimo ripieno...rigorosamente in silenzio, esprimendo il miglior desiderio possibile.
Manca una settimana a Natale ed è questo il momento migliore per mettersi ai fornelli, non solo per decidere cosa preparare nei giorni di festa ma anche come allietare questi di avvento, passati spesso tra amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola, per scambiarsi gli auguri più cari.
E' tempo di spezie, di profumi agrumati, di bevande calde.
E' tempo di mercatini, di luci e di passeggiate coperti con lunghe sciarpe di lana.
E' tempo di biscotti, di marmellate, di piccoli dolcetti che potrebbero anche essere una bellissima idea regalo da donare ai nostri amici o alle persona a cui più teniamo.
I miei amici se li rubano da sotto le mani...voi provateli, poi mi direte!

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