L'ultimo fine settimana l'ho dedicato a ritrovare la buona abitudine di sporcarmi le mani... e così ritrovare anche un po' me. Che sia affondandole in impasti di lievito e farina o in impasti creativi fatti di ceramica e nuove entusiasmanti possibilità. Negli ultimi mesi ho dedicato molto del mio tempo libero al creare con le mani, all'intrecciare e districarmi nei meandri dell'uncinetto, trovandolo spesso una attività rilassante e quasi ipnotica a tratti. Ma la conseguenza è stata il trascurare pesantemente la cucina, il mio lievito soprattutto e, in modo ancor più evidente, la ricerca della parola scritta come chiara concretizzazione dei miei pensieri. Mi sono accorta che succede ciclicamente quando sono sommersa da troppi pensieri, confusi e ingarbugliati a tal punto da faticare in modo inverosimile e trovare il bandolo della matassa, ma anche quando i pensieri risultano per la maggior parte così sereni e lievi, al limite del "banale", da non rendersi necessario forzare la scrittura, ma limitarsi a vivere la vita con leggerezza, mettendo decisamente in secondo piano le vetrine un po' superficiali a cui ci abituano i social.
Visualizzazione post con etichetta mirtilli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mirtilli. Mostra tutti i post
giovedì 27 febbraio 2025
mercoledì 31 ottobre 2018
Barm Brack e le origini di Halloween
Il 31 ottobre, che originariamente si chiamava Samhain, per il calendario celtico era un giorno molto particolare che segnava la fine dell'estate e celebrava l'ultimo raccolto, prima che giungesse la fredda e buia stagione invernale .
Era così un giorno molto strano, che non apparteneva nè al vecchio nè al nuovo anno, e proprio per questa sua particolarità era come se in quel magico momento la distanza tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti potesse diminuire. Ecco che grandi falò e offerte dovevano tenere lontane le forze maligne, mentre candele poste alle finestre e rape svuotate e illuminate (poi diventate zucche) indicare agli spiriti più cari la giusta via da percorrere per non rischiare di vagare per l'eternità nelle tenebre.
martedì 2 gennaio 2018
L'ultima fetta di Arcobaleno
"(...)«Ti farò un regalo» cantò sul ritornello che Gianni gli aveva fischiato.
«Cosa sarà quel portento? Un lucchetto d'oro o una chiave d'argento?»
Gianni, che non avrebbe saputo cosa farsene di un regalo simile, disse súbito:
«Per piacere, la cosa che mi piacerebbe di più al mondo è un arcobaleno tutto per me.»(...)"
(L'ultima fetta di arcobaleno da "I Racconta Storie" n.2)
Esistono poche cose che raccontano la mia infanzia come le due valigette rosse piene di decine di cassette di storie e fiabe narrate dalle voci più famose della recitazione italiana anni '80.
Accompagnavano i miei pomeriggi di giochi, ogni notte, prima di andare a dormire, sceglievo una cassetta diversa e la facevo suonare nel buio della stanza con la coperta tirata fin sopra le orecchie e quando ero malata mi facevano compagnia, mentre sdraiata a letto mi divertivo a sfogliare i fascicoli rilegati e seguire i racconti osservando le belle illustrazioni o colorando i disegni che si trovavano nelle pagine centrali. Ho imparato la bellezza dell'ascolto, la poesia di un bel racconto e centinaia di parole nuove, ascoltando tutte quelle storie...fino a impararle a memoria, a conoscere come le mie tasche i disegni, le musiche, le voci, fin anche il colore delle copertine di ogni fascicolo.
sabato 16 dicembre 2017
Babka di Natale
Babka è il nome di una brioche lievitata tipica dell'Est Europa e che in lingua polacca significa teneramente anche "nonna". Ne esistono diverse varietà più spugnose e simili al nostro babà o ripiene e scenograficamente intrecciate come nella tradizione ebraica, ma culturalmente tutte legate alle festività più importanti come la Pasqua o, in alcuni paesi, anche al Natale.
lunedì 27 giugno 2016
Granola
Immaginate una mattina di inizio estate, già troppo calda da affrontare prima ancora di alzarsi dal letto. Aggiungete una doccia per riprendersi e affrontare la giornata e una voglia incredibile di colazione, di quelle profumate di caffè borbottante nella moka e in cui puoi pure permetterti di sbucciarti un frutto senza dover guardare ossessivamente l'orologio. Niente tè o latte caldo perchè le temperature fuori già fanno passare ogni fantasia e il cappuccino l'abbiamo lasciato a ben altre stagioni. Ci si ricorda immediatamente quanto sono buoni i cereali, quelli un pochino croccanti e zuccherini, con tanta frutta secca, magari mescolati a dello yogurt fresco.
Quanti di voi però hanno rinunciato a comprare cereali al supermercato perchè "chissà che ci mettono dentro" o "troppi zuccheri: fanno malissimo!"...ecco parlo a voi estimatori di cereali, ma reticenti agli intrugli industriali: avete mai pensato di farveli in casa?
Così, saltellando tra un blog e l'altro, ho scoperto la Granola, più croccante e dolce del muesli e con una gran varietà di frutta anche disidratata. vero che bisogna comunque accendere il forno e con queste temperature non sempre è l'ideale, ma si può preparare in gran quantità e mantenere fragrante e pronta per colazioni colorate e energetiche. E' talmente buona che la tentazione di sgranocchiarla direttamente dalla placca è tanta.
E citando un amico che rischierò di ritrovarmi a colazione: "Questa cosa che hai fatto è fantastica!"
giovedì 19 novembre 2015
Insalata di feijoa, mandorle e mirtilli rossi
Riposo sovrapensiero nel mio piccolo soggiorno quando qualcosa di inaspettato e strano mi assale: un forte profumo fruttato, ma pungente e aromatico...sembra...sembra...in effetti non saprei proprio dire a cosa assomiglia.
E poi capisco! Quei curiosi frutti verdi portati a casa dal lavoro hanno piacevolmente invaso casa.
Non siamo mai preparati al diverso, è sempre difficile accettarlo e il suo gusto se non fa parte del nostro palato quotidiano, della nostra cultura, abbiamo sempre bisogno di confrontarlo con ciò che invece lo è, ma inevitabilmente risulta sempre la versione peggiore, stiracchiata e farlocca di ciò a cui siamo abituati. L'uomo è di per sè timoroso di ciò che non gli assomiglia, scettico e titubante ai cambiamenti e si sente confortato e rincuorato dalle strade già battute, dalle vecchie e "sane" abitudini.
sabato 8 novembre 2014
Risotto del bosco con porcini e mirtilli
Profumo di muschio e sentore terroso, gusto dolce e lievemente acidulo, fresco e caldo insieme e i colori del sottobosco.
Scovato in rete è stato amore a prima vista, ma quasi scontato visto che ho dichiaratamente un debole per la frutta nei piatti salati, e gustato fino all'ultimo boccone.
In questa giornata fatta di casa e di cucina manca solo il fuoco di qualche candela e una bella coperta, ma non tarderanno a comparire.
E voi siete in tempo per la cena. Che fate, non provate?
giovedì 24 luglio 2014
Torta farcita al limone e frutti blu
"Quali sono i posti e le cose assolutamente da non perdere in un giro a Roma di 4 giorni?"
Questo è stato l'esordio della serata in compagnia di un'amica di mia madre, venuta a bersi un caffè, fare quattro chiacchiere e chiedere consiglio, approfittando del fatto di trovarmi a Verona, prima di partire per una mini vacanza nella capitale.
Devo dire la verità: in tanti anni che vivo a Roma, solo negli ultimi mi sono davvero goduta la città, l'ho fatta un pizzico mia, l'ho materialmente misurata a suon di passi e sguardi curiosi, sono stata accompagnata con tanto amore nei suoi angoli, da chi prima e più di me l'ha amata.
Me ne rendo conto veramente solo in momenti come questi, in cui non rimango certo senza argomenti, ho risposte pronte, idee e consigli.
Progettando quindi itinerari quotidiani su mappe e cartine, che mano a mano mia madre estrae da librerie e cassetti vari, i percorsi diventano sempre più specifici e punteggiati di accurate soste dedicate al ristoro e alla "pappatoria"... Tra un caffè e un panino, un carciofo e una pizza, finisco su un proficuo scambio di consigli mangerecci, vista la passione di lei per il cake design, utilissima a me in previsione del compito autoassegnatami per il compleanno di un amico: "ho pensato di regalarti la torta!"
domenica 22 settembre 2013
Insalata bianca di frutta e formaggi con mirtilli
Ci sono momenti in cui realizzi (o semplicemente ti ricordi) di quanto sia importante dire "sì" alle occasioni, ovvero porsi in modo accogliente difronte a qualunque opportunità la vita ti presenti.
Mi rendo perfettamente conto di quanto sia più facile pensarlo che dirlo (il "sì" intendo) soprattutto perchè: diamine ci sarà pure una cavolo di volta in cui gli yes-men hanno le scatole girate e il desiderio sfrenato di dire "no"...NO? Scettica fino al midollo verso la loro totale e incondizionata positività!
Però il trovarsi, seppur fortuitamente, in una fase ottimistica e di apertura (o pazzia?) tale da accettare di partecipare alle cose più strampalate, ti fa riflettere immediatamente sulla possibilità di aver perso un sacco di occasioni del genere tutte le volte che si è preferito dire no.
Così nel giro di una manciata di giorni, dei semplici sì hanno cambiato l'andamento settimanale e della routine quotidiana, ormai, dopo le vacanze, ritornata anche per me a minare la leggerezza di pensiero e di sorriso.
giovedì 7 marzo 2013
Muffins cioccolato bianco e mirtilli rossi (e qualche abbraccio in più)
Esco di casa e un carretto pieno di mimose, recise ancor prima che io abbia la possibilità di vederne sugli alberi (?!?), mi ricorda che domani sarebbe la "festa della donna".
Ultimamente la categoria femminile si sta placidamente orientando verso un dichiarato rifiuto per tale festività, salvo poi decidere di passare una serata tra donne o ancor peggio davanti a qualche squallido spettacolino giusto confezionato per "accontentare l'occhio" delle gentil donzelle.
Che nel 2013 ci sia ancora bisogno di una giornata particolare per potersi concedere certi diversivi al femminile lo trovo davvero irritante. Ma ancor di più che ci sia bisogno di questa giornata, per altro dichiaratamente nata per altro tipo di commemorazione, per sottolineare ancora una volta la diversità tra i sessi. Magari, gradiremmo non sentire più raccontare storie orrende di violenze
e soprusi, omicidi raccapriccianti e vessazioni giornaliere, a partire
dal lavoro fino alle mura domestiche.
Cose che nessuna mimosa può oscurare.
Magari, lo dico da donna, gradiremmo esser apprezzate di giorno in giorno, nè più nè meno che un uomo, per quello che facciamo, diciamo, pensiamo, per quello che siamo. Tenendo conto che ognuna di noi è diversa, come è diverso ogni essere vivente (e meno male!). Discorso scontato forse, ma vero.
Questa credo possa essere la parità, anzi la dignità, oltre ogni stupido femminismo, che trovo da sempre sia più maschilista del maschilismo stesso.
Magari ognuno di noi, donna o uomo che sia, avrebbe bisogno di qualche dolcezza quotidiana, di una parola di conforto, di un abbraccio in più.
E lasciar fiorire le mimose sugli alberi.
Iscriviti a:
Post (Atom)