Nei giorni in cui sono più libera dagli orari di lavoro, spesso mi dedico al mio piccolo lievito e al
pane.
La settimana trascorsa sono stata talmente fuori casa che, pur avendo dimezzato la dose, mi è avanzata parte della pagnotta, senza contare che i vari esperimenti, non sempre riusciti, capita propongano come questa volta una quantità esagerata di farina di segale (Michela, eppure lo sai che se non ti limiti il pane non esce morbido come nei tuoi desideri! Smettila!!!).
Buttare? Uhhh sacrilegio! Non sia mai che questa parolaccia venga pronunciata prima di aver provato di tutto per riciclare (dentro e fuori cucina)!
Devo dire che la quantità di polpettine che ne è uscita era un pochettino esagerata per me sola, ma è stato un modo come un altro per spegnere i pensieri. Fare polpette lo è: gesto arcaico di giochi da spiaggia leggermente sabbiosi (e tutti l'hanno fatto non dite di no!).
Fuori diluviava, telefilm in sottofondo, visti quasi tutti solo con le orecchie, e via di polpette.
Oggi sembra ci sia il sole (shhhhh...), ma le polpette sono sempre gradite!