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sabato 30 giugno 2018

Galette pesche, miele e lavanda







































Tre anni fa mi trovavo ad annusare i prati di lavanda del Luberon (qui) e ad ascoltare il ronzio frenetico delle api che danzano tra i fiori. Piccolo viaggio meraviglioso del colore dei miei sogni, tra Gordes, Roussillon e Sault, che consiglio a chiunque in questo periodo, quando la Provenza mostra il suo lato più poetico.

martedì 19 dicembre 2017

Zuccheri Aromatici







































Tra biscotti, torte, brioches per le colazioni natalizie e grandi lievitati, gli aromi e le spezie sotto le feste si sprecano. Il Natale non è Natale se la casa non profuma di zenzero e cannella e ogni pandoro e panettone che si rispetti ha al suo interno una buona dose di vaniglia. 
Ma poi tutte quelle bacche svuotate dei loro scuri semini le buttate?

giovedì 16 luglio 2015

Sablè di mandorle con crema di latte alla lavanda







































"Centinaia di migliaia di odori 
sembravano non valere più nulla di fronte a quest'unico odore. 
Questo solo era il principio superiore 
secondo il quale si dovevano classificare gli altri profumi. 
Era pura bellezza."
(Patrick Suskind, Il Profumo)

Profumo, che ti colpisce nell'aria calda, intenso e aromatico, decisamente sfacciato a volte.
Ronzio di api, sempre più insistente, che ti circonda fino a risultare un suono unico e continuo, fino a sentire il movimento degli svolazzamenti incessanti.
Ho imparato che un campo di lavanda si vede prima con le narici e con le orecchie, che con gli occhi. Ne si percepisce prima l'odore e il rumore, che il colore. 
Lo senti anche a molta distanza, poi apri gli occhi o giri la testa o guardi oltre un muro, ed eccolo lì: un'immensa distesa viola, che non sai più dove finiscono i cespugli e comincia il colore del cielo.
Chilometri e chilometri di "oro blu", come amano definirla i francesi, che si stendono all'orizzonte.
L'ho fatto, ho preparato la valigia, ciò che mi riesce meglio, e ho esaudito quel desiderio.
Dopo anni di "prima o poi", finalmente è stato "ora".
Una manciata di giorni nel profumato Luberon, la Provenza che sognavo da anni.
Gole piene di sole e altopiani verdeggianti di vigne e mediterraneo. Una valle segreta, rossa come l'ocra di Roussillon, grigia come le pietre di Sénanque, azzurra come le sorgenti della Sorgue, dorata come il miele di operose api.  E color lavanda come le interminabili coltivazioni di Sault.
A Gordes, poco prima dei grandi raccolti e feste di metà luglio, in una deliziosa maison d'hotes e il suo tranquillo giardino, in cui sorseggiare una tazza di caffè, guardare il sole scendere sulle spighe davanti al patio, scoprire piccole panchine solitarie nascoste fra gli ulivi, ho messo una nuova spunta sulla mia lista dei desideri.
Forse la felicità ha il profumo e il colore della lavanda.

mercoledì 24 luglio 2013

Limonata al miele, lavanda e rosmarino







































Mettete un caldissimo e tedioso pomeriggio di luglio, mettete una casa a Verona impigrita dal sole, mettete di aver lasciato in quel di Roma la piccola-personale-provenza in vaso, ma di averne ritrovato una rigogliosa e cespugliosa in giardino e di essersi ricordati che il rosmarino-più-grande-del-quartiere potrebbe fare meraviglie oltre che con le teglie di patate. 
Mettete infine un ormai palesato amore per alcune ricette di una food blogger bravissima (Sabrine di cui vi invito a visitarne il blog) tra cui ripesco una dissetantissima limonata alla lavanda e rosmarino provata proprio un annetto fa. 
Dopo i frollini, sull'onda della scia viola, una fantastica bevanda "vintage" ma con un profumo meravigliosamente mediterraneo!

sabato 20 luglio 2013

Frollini alla lavanda







































Ho sempre desiderato avere una pianta di lavanda. Così, dopo tanti tentennamenti, ho deciso che nel grosso vasone vuoto dell'ormai ex abete natalizio qualche spighetta viola ci stava proprio bene.
Ha qualcosa di magico quel profumo per me e ogni volta che mi entra nelle narici mi ricorda che forse sarebbe pure ora di esaudirlo quell'infantile desiderio di camminare in mezzo ad un campo intero, per sentirlo non solo con le narici, ma pure con la pelle, come un vestito. Alcuni momenti penso di avere troppi  desideri per riuscire ad esaudirli tutti. Poi penso solo a metterli in fila. Ripenso a quel profumo e sorrido. 
Faccio un biglietto e dopo poche ore mi trovo seduta su un treno. Con me una valigia enorme, perchè non ho la più pallida idea di quanto starò via, e la bellezza di prendere decisioni improvvise, solo perchè va, solo perchè quel giorno se ne è sentito l'odore. In passato ho sopravvalutato troppo spesso il fastidio della fretta, scordandomi che in fondo la mia natura è quella di usare lo stomaco non solo per accogliere cibo.
Non sto andando in Provenza, ma quella sta in fila!

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