"...Yes, to dance beneath the diamond sky
with one hand waving free
Silhouetted by the sea,
circled by the circus sands
With all memory and fate
driven deep beneath the waves
Let me forget about today
until tomorrow
Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come followin’ you"
(Bob Dylan, Mr. Tambourine Man, 1964)
Non penso scorderò mai l'affettuoso bacio che anni fa ricevetti da Fo, alla fine di un suo spettacolo, dopo avergli chiesto una dedica per mia madre allungandogli imbarazzata, tra un'orda di ammiratori preparatissimi, con poster di sue illustrazioni sotto braccio, un suo libro che lei teneva orgogliosa nella libreria di casa. Non saprò mai se fu più per tenerezza o per ringraziarmi di essere l'ultima dell'interminabile fila. ma per me lui rimarrà indelebilmente questo.
"Chi è il tuo poeta preferito?" chiede Michelle Pfeifer al suo amico insegnante in "Dangerous Minds", "lungimirante" film del 1995, ridendo poi per un divertito fraintendimento d'identità tra il poeta gallese Dylan Thomas e quello che invece per il collega è "il grande Dylan".