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mercoledì 8 luglio 2020

Insalata mediterranea di riso nero con gamberetti








































L'arrivo del caldo solitamente coincide con la grossa difficoltà a continuare ad accendere il mio amato forno (che poi una scusa valida per farlo comunque la trovo) e con l'abitudine speleologica a perlustrare i fondi delle dispense, quelli dimenticati, in cui si possono nascondere reperti risalenti al "prima o poi lo uso".

sabato 30 maggio 2020

Pollo Thai (Sai's Thai Chicken)








































"La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte"
(Omar Khayyam)


Tre anni fa in questi giorni giravo Copenaghen, due anni fa partivo per Lisbona e un anno fa ero di ritorno da Edimburgo. Tanto per fare pochi esempi. 
Quando nel precedente post dicevo che Maggio è il mese delle partenze, non scherzavo, perchè questo periodo negli ultimi anni è stato per me caratterizzato da zaini e bagagli a mano da riempire, itinerari da studiare e da entusiasmo da contenere. Ma soprattutto di fame di esperienze e ricordi da riportare a casa. 

sabato 13 aprile 2019

Risotto alle ortiche e Undici cigni selvatici







































"(...) La donna guardò intensamente Elisa, poi sorrise con tristezza. 
"Calmati, fanciulla. Un mezzo c'è per salvare i tuoi fratelli, ma dovrai essere molto coraggiosa." 
"Farò qualsiasi cosa." "Allora sta bene attenta, Dovrai raccogliere a mani nude le ortiche in questo cimitero, schiacciarle a piedi nudi e poi filarle, per farne undici camicie. 
Quando tutt'e undici saranno finite - e non prima - le farai indossare ai tuoi fratelli ed essi ritorneranno umani. Ma dal momento in cui coglierai la prima ortica fino a che l'ultima camicia non sarà indossata, non dovrai pronunciare una sola parola. Se parlerai, i tuoi fratelli moriranno. (...)"
(H.C.Andersen, Undici cigni selvatici da "I Racconta Storie" n.22)


La primavera capricciosa quest'anno ha deciso di farsi desiderare in continuazione e ad ogni giornata di caldo tepore e sole splendente fa seguire un inverno fuori stagione, una foschia mattutina, un cielo carico di nuvole grigie e aria gelida come se non tollerasse di vederci scrollare di dosso i cappotti e le giacche pesanti. Qua e là ho comunque cominciato temeraria a rimettere piede sul mio piccolo terrazzino e poco alla volta ho tolto i teli dai vasi, pulito dalle foglie secche e rimesso in funzione l'impianto di irrigazione, ironicamente diventato inutile negli ultimi giorni di continui acquazzoni. Cosa più importante, mi sono decisa ad affrontare il vasone nell'angolo, una grande spina nel fianco  (è proprio il caso di dirlo!) per la mia pigrizia. Gli avevo dato tempo, sperando di sbagliarmi, ma dove avrebbero dovuto ormai spuntare teneri e verdi germogli dai rami centrali, tutto è rimasto immutato da mesi: un inutile groviglio secco avvinghiato alla piccola grata di legno...morta, la mia bouganville è definitivamente defunta.

sabato 9 marzo 2019

Risi e Bisi







































"...Che fretta c'era
Maledetta primavera?
Che fretta c'era
Se fa male solo a me?"
(L. Goggi, Maledetta Primavera)


Mi presento al lavoro puntualmente sotto strati di maglioni invernali, una mano santa quando ci si trova alle 7 di mattina alla fermata dell'autobus, ma una gran pessima scelta già alle 10, dopo aver fatto su e giù dalle scale e per i corridoi al mio solito carica di borse. Poco male, visto che il maglione si toglie e si rimette con gran facilità. Cosa che non posso dire altrettanto se decido finalmente di liberare i vasi del mio terrazzo dalle coperture anti freddo. Primavera o non Primavera?

domenica 13 maggio 2018

Risotto alla Borragine








































Tra una pioggia e l'altra questa primavera si sta mostrando a singhiozzo. 
Ma la natura è comunque inarrestabile e lo si capisce quando ci si ritrova a notare quell'angolo di campo incolto oltre la rete a fianco del tuo bar preferito, diventare una sorta di foresta amazzonica da un giorno all'altro. 
In quella foresta di steli d'erba, spighette malefiche e poco altro spuntano i primi papaveri, dei fiori di pisello, distese di malva e pure qualche cardo. Poi delle piccole macchie blu a grappolo, su degli steli ricoperti di leggera peluria. Inconfondibile borragine. 

martedì 23 gennaio 2018

Risotto ai Mandarini



La mia domenica pomeriggio appena trascorsa si è svolta all'insegna di un piccolo mercatino di quartiere in cui produttori locali e non presentavano i frutti delle loro coltivazioni e raccolti. 
La bellezza di passeggiare davanti al banco di ognuno di loro e farsi incantare dall'orgoglio con cui raccontano ciò di cui vivono, ti offrono assaggi e ti regalano sorrisi genuini, fa dimenticare per un attimo di non vivere in aperta campagna. 
Biscotti e torte fragranti, nocciole e mandorle dolcissime, confetture e miele che non ho portato a casa con me solo ricordandomi più volte quanti ne ho già parcheggiati in dispensa in attesa di essere consumati.

venerdì 30 giugno 2017

Ravioli al vapore







































Capitano momenti in cui inspiegabilmente si viene presi da voglie ataviche senza un particolare motivo e se ci si trova occasionalmente a girare per Soho e il quartiere cinese di Londra e ti prende non proprio fame, più...voglia di ravioli al vapore, l'unica via è studiare ogni menù possibile nel raggio di 2-3 isolati, solamente per vedere se ne prevedono di sufficientemente invitanti, per poi andare a rintanarsi nell'unico posto ancora aperto all'ora indecente che si è fatta nella ricerca del "ristorante giusto" e attendere ansiosa il momento in cui si potrà sollevare il coperchio di bambù, venire affumicati da una calda nuvoletta di vapore e poter acchiappare a suon di bacchette, scivolose come anguille, quei candidi bocconcini invitanti. 

sabato 24 giugno 2017

Riso rosso saltato con verdure e curry







































Ogni anno a inizio estate mi succede: apro gli armadietti in cucina e invece di limitarmi pigramente ad afferrare ciò che si propone in prima fila con molta baldanza, mi faccio prendere dalla curiosità dello scandagliamento archeologico e scopro le seconde e terze linee reputate al forse poco appeal o a quegli alimenti che attendono, erroneamente, una grande occasione.

venerdì 28 ottobre 2016

Risotto alla Zucca







































"Salagadula dà 
megicabula fa 
ma la formula inver che val di più 
è bibbidi-bobbidi-bu

Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bu 
Fa la magia tutto quel che vuoi tu 
bibbidi-bobbidi 
bibbidi-bobbidi 
bibbidi-bobbidi-bu"


La "notte delle streghe" si avvicina ed è tempo di incantesimi e pozioni, ma soprattutto è tempo di zucche...e io non potrei esserne più felice!
Voi che magari vi state divertendo a scavare e intagliare zucche e zuccone, poi non mi direte che le buttate?
Io nel mio "calderone" ci metto un bel risotto morbido e mantecato. Foglie di salvia, qualche rametto di rosmarino e timo. E un pizzico di zenzero profumato.
Un'agitata di bacchett...emh di cucchiaio e la magia è compiuta!
Bibbidi-bobbidi- BOO

giovedì 28 gennaio 2016

Risotto al Radicchio e Monte Veronese







































Tornare alle proprie tradizioni ci aiuta ogni tanto a ricordarci chi siamo.
Sembrerebbe ridicolo che un cibo possa avere tanto potere, ma succede.
A me ogni volta che mi trovo a preparare un risotto, come se fosse un rituale al quale mi sembra di dovermi attenere, con rigore.
Magari provano la stessa cosa i campani nel fare la pizza, i siciliani con i cannoli, i pugliesi le orecchiette...fatto è che non nascondo, forse esagerando, pure un pizzico di responsabilità quando verso a pugni il riso nella casseruola e inizio a farlo tostare, quando tendo l'orecchio per sentire lo sfrigolio della sfumatura con il vino, quando mescolo aggiungendo un po' per volta mestoli di brodo.
Stamattina appena sveglia ho spalancato la finestra e mi si è parata davanti una fitta nebbia a darmi il buongiorno. Mi sono stropicciata gli occhi e...nebbia qua?
Non so se dopo tanti anni io mi sia abituata a sufficienza a Roma, ma sicuramente Roma si sta un pochino abituando a me.
Aria di casa, casa nel piatto.

sabato 8 novembre 2014

Risotto del bosco con porcini e mirtilli







































Profumo di muschio e sentore terroso, gusto dolce e lievemente acidulo, fresco e caldo insieme e i colori del sottobosco. 
Scovato in rete è stato amore a prima vista, ma quasi scontato visto che ho dichiaratamente un debole per la frutta nei piatti salati, e gustato fino all'ultimo boccone.
In questa giornata fatta di casa e di cucina manca solo il fuoco di qualche candela e una bella coperta, ma non tarderanno a comparire.
E voi siete in tempo per la cena. Che fate, non provate?

lunedì 22 settembre 2014

Pomodori al riso con patate







































Ricetta apparentemente semplice, se non si considerano le variabili dettate dai pomodori, dal ristagno di troppa acqua, dal fatto che una volta ogni due (ma questo è perchè decisamente mi manca la pratica decennale) il pomodoro cederà e perderà qualsiasi forma rispettabile, ecc. 
Ricetta di quelle tipicamente casalinghe, ma che dalle mie parti, su al nord, non sanno manco cosa sia. Ricetta che fu uno dei primi, prepotenti, grandi amori, verso la città di Roma, ancor prima di venirci ad abitare. 
Ricetta passatami da generazioni di donne romane piene d'amore verso la loro famiglia e i loro ospiti, intrisa di una genuinità e di una semplicità di sapori, che spero ogni volta che mi trovo a farli di non aver alterato, con quel brutto vizio che ho di cambiare qualche aroma, giusto un po' di quello, un po' meno di quell'altro... Ricetta che è stata, in molti anni romani, la mia unica, vera e sentita risposta alla domanda affettuosa: "Cosa vuoi alla cena per il tuo compleanno?". 
Poco importa se avrei potuto scegliere tra mille manicaretti. Poco importa se un pomodoro al riso non è certo quel che ti aspetti da una cena in pompa magna. Poco importa se il mio compleanno è in ottobre e che, certo, i pomodori non sarebbero propriamente un cibo autunnale... Io li amo!
E visto che l'autunno non è ancora iniziato, ma anzi, dopo un'estate pazzerella, questo settembre, almeno qua a Roma, ci sta regalando più caldo e sole di un qualsiasi agosto e che comunque io pomodori così belli e rossi non li ho visti per niente fino ad una settimana fa, vi...anzi MI faccio questo regalo. 
Pensando che ci starebbero proprio bene mangiati sotto l'ombrellone spaparanzati al mare (è 'na fissa la mia perdonate!!!), ma vanno benissimo anche senza ombrellone e mare!

domenica 6 aprile 2014

Grissini di riso e ceci e la fioritura dei ciliegi







































Esiste un breve periodo dell'anno, solitamente tra fine marzo e i primi d'aprile, in cui chiunque abbia la fortuna di avere degli alberi da frutto e tra questi dei ciliegi, può bearsi dello spettacolo che produce la loro fioritura. 
La mia nonna paterna, nata e cresciuta in un paesino dell'est veronese collocato proprio nella cosidetta valle dei ciliegi lo sa bene. Ma sono in pochi ad avere invece la fortuna di poter visitare il Giappone, paese che fa della fioritura dei ciliegi un vero vanto nazionale e occasione di festa, proprio nel momento in cui i sakura, così si chiamano, giungono al massimo della loro bellezza. Inutile dire quanto questo sia un altro mio piccolo (mica tanto!) sogno insieme a quello dell'Irlanda e dei campi di lavanda in Provenza.

martedì 6 agosto 2013

Timballo freddo di riso e olive e le cene d'estate







































Mattine pigre di sveglie tarde, di mamma che innaffia le piante in balcone, di bagni di sole, di mazzetti di erbe aromatiche a seccare in cucina. L'estate a Verona per me ha necessariamente bisogno delle cene sotto il gazebo in giardino, quando per affrontare i piedi nell'erba bisogna armarsi di spray anti-zanzare, quando ognuno porta una sedia e un pezzo di cena, quando il dopocena è una lunga chiacchiera alla luce delle lampade ad olio e candele alla citronella. 
Se non fosse per il caldo, insopportabile in questi giorni, che fa passare pure la voglia di organizzarsi con nonni e zii, penso che avrei proprio voglia di una seratina così. 
E penso che questo sarebbe uno di quei piatti (se non si va direttamente di pizza al taglio per tutti!) che starebbe meravigliosamente: gusto fresco, estivo come solo il pomodoro sa essere e profumato di aromi appena raccolti. So anche chi lo porterebbe in tavola...uno dei piatti che più mi ricordano mia zia, che ringrazio per questa "eredità culinaria" semplice ma tanto buona!!!

giovedì 2 maggio 2013

Maiale e verdure al profumo d'Oriente







































Santo Ponte e un po' di Santo e meritato Riposo.
I miei, con la scusa, approfittano e vengono a trovarmi. E io tra un giro per Roma e l'altro preparo uno spezzatino di maiale semplicissimo. Basta avere verdure fresche e germogli di soia, che fanno subito oriente.
Riso bianco a lato...e le bacchette potete anche risparmiarle ai vostri ospiti. 
Ma a me divertono sempre un mondo!

sabato 15 dicembre 2012

Risotto con finocchi e semi di anice verde







































Il sabato a casa è una vera benedizione e una volta ogni tanto posso pranzare ad un orario decente!
Avere un po' di tempo in più per me è provvidenziale anche per potersi mettere ai fornelli e coccolarsi un po'.
E chi pensa che utilizzare ingredienti di stagione preveda durante questi mesi piatti pesanti, senza profumo e aromi particolari, sottovaluta la frutta e la verdura invernali.
Lavo i finocchi appena acquistati e non resisto ad addentarne qualche pezzo.
Amo la loro consistenza, quella freschezza e quel leggero sentore di anice che rimane persistente alla fine in bocca. Così lo sposalizio nasce spontaneamente per associazione.
Voglia di un piatto caldo e cremoso, voglia di bianco come le prime città innevate, voglia di verdure e di spezie che sanno di attesa natalizia...
Un candido risotto profumatissimo.

domenica 7 ottobre 2012

Risini e il sapore di casa







































Oggi sono già due mesi dall'ultimo trasloco.
A volte ho la netta sensazione di non aver fatto altro per buona parte della mia vita.
Conclusione? Ho cose mie sparse almeno in tre città e amici in tutta Italia e ovunque io sia il mio accento fastidiosamente ibrido chiarisce subito la mia non appartenenza al luogo ma non ne dichiara esplicitamente l'origine. Ma se all'inizio in questa condizione un po' nomade sentivo, molto insofferente, di non aver casa alcuna, un po' alla volta ho cominciato a cambiare idea. 
Ora invece mi piace credere che di case non ne abbia una ma molte. 
Perchè casa non è altro che un posto dove c'è qualcuno che ci vuole bene, dove si trovano i nostri affetti.
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