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martedì 27 agosto 2024

Tostones y Pico de Gallo







































"Se storie marinare con appropriati toni
Di freddo, di calura, tempesta ed avventura, 
Con isole, golette ed abbandoni 
E di pirati, e d'ori sotterrati; 
Se queste vecchie storie, raccontate 
Come s'usava all'antica maniera, 
Saran come da me un tempo apprezzate 
Dai giovani più attenti di quest'era: Allora incominciamo!..." 
(Robert Louis Stevenson, L'isola del tesoro)


Il mio Agosto, dopo un intero rewatch piratesco di Black Sails, mi ha portato una gran voglia di rileggere L'Isola del Tesoro, ricordandomi solo di quanto da bambina, grande divoratrice di libri e di avventure di ogni genere, abbia amato quel romanzo, tra i miei preferiti di sempre. Così l'estate, iniziata nei mari della Sicilia, ha dirottato inevitabilmente in quelli caraibici tra Antille, Bahamas e colonie anglo-franco-spagnole varie.

martedì 30 luglio 2024

Pane e Panelle







































"Allora incontro ti verran le belle
Spiagge della Trinacria isola, dove
Pasce il gregge del Sol, pasce l’armento."
(Omero, Odissea)


Non ci si ricorda mai abbastanza di quanto la nostra penisola sia incredibile, da nord a sud non c'è territorio che non valga il viaggio, che non nasconda tesori e paesaggi unici, che bisognerebbe guardare più spesso con gli occhi del turista. Il mio inizio luglio è passato così all'insegna della Sicilia, del sale, del mare, di Santa Rosalia, di Arabi e Normanni, di cannoli e granite. E panelle. 

giovedì 24 febbraio 2022

Frittelle con il ferro























“Pensavano di averci seppellito ma non sapevano che noi eravamo semi” 
(proverbio messicano)


Quando la mente cammina troppo, una delle vie più rapide è far camminare il corpo. 
Cammino per non perdere l'abitudine a farlo, per lasciar andare i pensieri. Cammino perchè questo ancora non me l'hanno tolto, come diritti e aria. Cammino per cercare spazi di respiro, solitamente lontano da strade cittadine dove s'addensano di più le case e con loro anche i pensieri. 
Cammino cercando alberi, terra e argini in cui scoprire gemme pronte ad esplodere e fiori punteggiare angoli baciati da un calore anomalo per questo mese. 

domenica 13 dicembre 2020

Bomboloni de Piassa Erbe








































"I l'à fati su de note,
co le asse e col martel,
co le tole, mèse rote,
piturade da cortel,

co 'na tenda trata sora
co i lumeti trati là...
L' è così che salta fora
i bancheti de la Brà!..."
(Berto Barbarani, Santa Lussia)


Le bancarelle in una delle piazze più importanti di Verona, negli anni hanno lentamente perso la loro tradizionalità e quelle che un tempo erano banchi di frutta, verdura e erbe di stagione, hanno fatto posto a chincaglierie senza patria e senza volto. Ma rimane un pezzo di storia (almeno la mia) dove, soprattutto quando le giornate si fanno più corte e l'aria più fredda, nei giorni di festa e per le bancarelle di santa Lucia, la coda di persone di ogni età si fa insistente, in attesa di poter dare il primo morso a un bombolone fumante e zuccheroso. 

mercoledì 25 dicembre 2019

Frittelle ripiene di Natale







































"Have yourself a merry little Christmas
Let your heart be light
From now on, our troubles will be out of sight

Have yourself a merry little Christmas
Make the yuletide gay
From now on, our troubles will be miles away 

Here we are as in olden days
Happy golden days of yore
Faithful friends who are dear to us
Gather near to us once more

Through the years we all will be together
If the fates allow
Hang a shining star upon the highest bough
And have yourself a merry little Christmas now"
(Sam Smith, Have yourself a merry little Christmas)



"Nonna, quest'anno vengo a casa tua e mi insegni a fare i dolcetti fritti che portavi sempre a Natale"
"Ma mi non me ricordo più gnente!"...
...sottotitolato: cominciamo bene!
C'era un tempo in cui ero deputata ai compiti di più alta responsabilità culinaria: righettare gli gnocchi, chiudere i tortellini, impanare le polpette... E c'è oggi in cui cerco di ricostruire ricette fatte di cucchiai e "a occhio" con gli appunti sul quadernino rosso di mia madre e i "non me ricordo" di mia nonna. 

sabato 29 giugno 2019

Scotch Eggs







































Edimburgo è una città di luci mutevoli, di cieli che cambiano, di panorami improvvisi.
Una città così bella da spezzare il cuore più e più volte.
(Alexander McCall Smith)


Quando inizi ad avere all'attivo numerosi viaggi, ti rendi conto di quanto ogni paese, finanche ogni città abbia la sua identità ben precisa, a volte fatta addirittura di determinati colori e luci, suoni e odori caratteristici.
Edimburgo è una piccola ma vivace città, dove a edifici per lo più di grigia pietra si aggiungono coloratissime cornici dei negozi e locali sottostanti, senza una rete metropolitana ma con una nutritissima mappa di pub, colline panoramiche su cui una dorata luce della sera bilancia la durezza del vento che le spazza, bellissimi giardini di case vittoriane e un saliscendi di vicoli e vicoletti svela una seconda città nascosta. Edimburgo sa di sottilissima e intermittente pioggia, odora stranamente (non mi chiedete il motivo) di riso bruciato e risuona di cornamuse negli angoli più vecchi, svolazzi di tartan, uomini in kilt e grossi gabbiani, forse i soli a ricordare una vicinanza al mare, che per il resto sembra un intervallarsi di quartieri cittadini e paesini di campagna.

lunedì 4 marzo 2019

Castagnole alla ricotta







































Non so quale sia la vostra attrezzatura per friggere o quali i vostri accorgimenti, forse particolari pentole, termometri e oli di qualità, ma il mio kit di frittura prevede: una tuta da casa che verrà messa tra i panni da lavare subito dopo, un turbante in testa da far invidia a Wanda Osiris, porte di bagno e camera ermeticamente chiuse e ogni finestra di casa aperta...che rimarrà aperta imprescindibilmente un certo numero di ore successive sufficiente a far riossigenare l'aria per combattere il puzzo invadente che solo un buon fritto sa lasciare. Questo, se ve lo steste chiedendo, comporta una certa difficoltà ad affrontare la procedura in inverno... 

mercoledì 30 maggio 2018

Patatas Bravas







































Un tavolo tra tanti in un ristorante un po' mercato, una piazzetta in mezzo al verde e con decine di piante appese come tanti lampadari sopra le teste. Sei persone di cui 3 spagnoli, 2 domenicane e 1 italiana. Non è l'inizio di una barzelletta, ma la parte davvero divertente è stata chiacchierare allegramente di cinema, di figli, di viaggi, di città, di cucina e di cosa siano i supplì o come si facciano i carciofi alla giudia...il tutto ascoltando spagnolo e rispondendo italiano, senza nessuna vera barriera linguistica ad ostacolare la comunicazione. E' in quel preciso momento che, mandando a quel paese la storiella della torre di Babele, ho riso di me pensando che, almeno per una volta, la mia totale inettitudine per le lingue straniere, non era stata un problema.

lunedì 23 ottobre 2017

C'era una volta un tortello: Crocchè con cuore piccante e Zabaione salato al sidro







































C'era una volta in quel di Mantova, un tortello, di quelli grandi e generosi, al suo interno morbido, dolce e un po' piccante, fuori burroso e pronto per essere addentato.
Ma si sa che prima di ogni finale, c'è una storia da raccontare.
E fu così che un giorno la zucca del tenero ripieno, si stancò di restarsene nascosta sotto la sua candida copertura e decise di mostrare finalmente al mondo quel suo colorito caldo e vivace.
Si spogliò del sottile mantello e si scelse una nuova pelle, croccante e irresistibilmente dorata, e quella sfoglia, orgoglio del più abile dei mattarelli, cadde ai suoi piedi. Sciogliendosi in un profumato zabaione, decise tuttavia di continuare ad accompagnare il suo audace ripieno, ricordandogli sempre di inzuppare bene i suoi ricordi in tradizioni mantovane e mantenere, nonostante la dolcezza, un cuore vivo e un po' piccante.

venerdì 10 giugno 2016

Chips di patate al timo







































Lo scorso weekend ho inaugurato il mio terrazzino fiorito per la colazione e anche se il resto delle giornate l'ho passato a lavorare, tutto mi è sembrato migliore, prendendo un'aria decisamente più vacanziera. Una voglia irrefrenabile di liberare le dita dei piedi, aggiungere foglie di menta nei bicchieri e invitare gli amici nel mio piccolo angolo verde, profumato di aromatiche e lavanda, per un aperitivo o una cena sotto le stelle. 
Mi sarà rimasta l'aria londinese ancora attaccata addosso, ma ho pensato che non ci fosse nulla di meglio da spiluccare durante un aperitivo in compagnia che un cartoccetto ancora caldo di chips (il fish l'ho lasciato nuotare beato!). Infondo tutti son capaci di aprire un sacchetto, ma volete mettere farle da sè? Ecco qua un ottimo spunto per le prime cene all'aria aperta!
Le mie, confesso, son finite prima ancora di pensare di invitare gli amici!

martedì 9 febbraio 2016

Frittelle di Mele







































Martedì Grasso e quale miglior giorno per decidere di impuzzonire una piccola cucina? 
Nessun lungo impasto da far lievitare o stendere, nessun ripieno da siringare o da far colare.
Carnevale easy ma gustoso e stavolta, se è vero che una mela al giorno toglie il medico di torno, proviamo a vedere se mascherata e fritta va meglio!
A merenda sicuramente!!! 
...Calde per me, con una spolverata di zucchero, grazie!

(ps: se le vostre intenzioni con il fritto sono serie, altri spunti: sòssole, frìtole e krapfen)

domenica 15 febbraio 2015

Krapfen (più wow e meno sensi di colpa)







































Penso che la nostra cultura incoraggi troppo spesso il senso di colpa. E ne sia ormai pregna come una spugna nell’acqua.
Per non aver fatto un buon lavoro, per non essere all’altezza delle aspettative, per non essere fidanzato, per esserlo, per non essere sposato, per esserlo, per non avere figli, per averli, per non essere un buon genitore, per non farsi valere a sufficienza, per non aver pensato prima di parlare, per non aver usato le giuste parole, per aver dimenticato, per aver tardato, per non aver inseguito i propri sogni, per averli inseguiti troppo, per fare ciò che non si deve, per pensare ciò che non si fa, per amare ciò che non si può avere, per amare, per essere troppo o troppo poco, per essere donna, per essere uomo, per essere giovani, per essere vecchi, per essere belli, brutti, alti, bassi, magri, grassi…

domenica 4 maggio 2014

Fiori di acacia e sambuco in pastella







































Sole (tra una pioggia e l'altra) e un cielo brontolone carico di nuvole grigie e blu all'orizzonte. 
Chi se ne importa! Allaccio le scarpe, apro il garage e inforco la bici insieme a papà. 
Pedalata in mezzo alla primavera (un po' capricciosa), a caccia di fiori. Aria densa di profumi e qualche starnuto. 
Mai accorta come quest'anno della concentrazione di acace e sambuco. Ovunque mi giri spuntano grappoli di fiori bianchi. Giardini, sentieri, fiumi, cestini di biciclette...
Ho così nuovamente ceduto al mio spauracchio del fritto, perchè si può mettere la primavera nel piatto in tanti modi, ma l'idea di mangiare fiori, lasciando perdere che oggigiorno fa fico nel mondo della cucina, mi dà l'idea di tremendamente bucolico e pure un pizzichino magico, come se si potesse addentare una nuvola o dare una leccatina ad un arcobaleno...chissà che gusto ha un profumo o un colore!? E con il sambuco ci farò una bacchetta magica?
Dopo questa poetica prefazione, non vi immaginate un saporone, nè un fiore di zucca ripieno ecco...d'altra parte le "poesie" sono delicate, appena dolciastre e superato lo scetticismo da "rischierò un'intossicazione", sappiate che vanno fritte e ingurgitate ancora roventi.
Giusto il tempo di presentarle al miele.

sabato 1 marzo 2014

Frìtole e le feste in maschera







































Non esiste Carnevale senza una festa in maschera! 
Non mi frega nulla che ormai ho passato i 30 anni e non sono più una bambina. 
Ma questa cosa dei travestimenti mi deve essere rimasta addosso fin da quando potevo concedermi il lusso di sfogliare una rivista e aprire gli armadi insieme a nonna per poter scegliere le stoffe giuste per il nuovo costume dell'anno. Avere una nonna sarta e pure parecchio brava, ha fatto di me una bambina davvero viziata che già a 6 anni riconosceva e snobbava i costumi in stock da negozio, per preferire le rifiniture ingegnose partorite dalle magiche manine casalinghe.
Perchè diamine io non abbia imparato ad usare bene una macchina da cucire proprio non lo so, però mentre rischio di cucirmi una falange e osservo una tenda gialla tagliata a metà distesa nel mezzo del soggiorno, pezzi di una vecchia federa, aghi e fili ovunque, penso che, almeno qualche gene, nonna me lo dovrà aver tramandato. E non sia mai che la bimba di 6 32 anni non preferisca un costume fai da te ad uno comprato!
Quindi, ultimi giorni di Carnevale, prende anche quella voglia di frittelle che mai in un intero anno. 
Sottolineo bene che ho detto frittelle non castagnole...frit-tel-le! 
Anzi frìtole, perchè questa è la ricetta di casa mia, con tutti i dosaggi trascritti dal ricettario di nonna (e ringraziate che non ho scritto "a occhio").
Così dopo le sòssole, i dolcetti carnevaleschi colpiscono ancora, unica vera scusa per me per cucinare con la finestra aperta e avvolgermi la testa in un turbante di asciugamani per evitare di profumare di olio di arachidi.
Chissà se posso usarlo per il prossimo costume...mumble mumble...
Intanto osservo una gonna gialla e delle maniche a sbuffo azzurro federa. Nonna sii fiera di me!

lunedì 28 ottobre 2013

Funghi impanati con salvia







































La latitanza da questa mia piccola (e per ora unica) "casa sicura" degli ultimi periodi è subito giustificabile visto che, tanto per cambiare, sono nuovamente in cerca di una casa (in muratura però!)
Magari bastasse uno spazio virtuale...magari, perchè sto soffocando tra annunci, telefonate e visite alle offerte più strane, assurde, folli e sinceramente anche un po' disgustose, che si possano immaginare. 
O meglio...chi vive a Roma troverà tutto questo abbastanza "normale", ma io penso che spacciare per "case" dei buchi di 20mq, quando sono tanti 35/40 (ops su 2 livelli!!!), bagni senza bidet (peccato che ci troviamo in Italia), spazi ammobiliati (che se li presentano vuoti almeno risparmiano su muffa e tarli), angoli cottura arredati (2 piastre elettriche...zero frigo...e zero forno! No vabbè questo è per me inaccettabile!!!), a dei prezzi che superano di gran lunga uno stipendio...è davvero una schifezza! E non servirà a nulla, ma io denuncio questa situazione inaudita, in modo che anche il resto del mondo sappia!
Terminata la fase "sindacalista in pensione", mi perdo a guardare le foto di questa ricettina, sperimentata almeno due settimane fa, in attesa di avere, tra lavoro e ricerca al limite del ridicolo, 10 min per pubblicarla. Parla d'autunno, di quello fatto di boschi e foglie ingiallite, anche se qua ancora porto le maniche corte. Guardo quei funghetti freschi e penso a quanto sarebbe bello poter essere una specie di elfo, un folletto delle foreste, uno gnomo e poter trovare comoda residenza sotto a qualche tetto lamellato o spora spugnosa. Ma sono cresciuta dai tempi in cui giocavo con la mia collezione di puffi di gomma e costruivo le loro abitazioni, interi villaggi, sotto la scrivania del laboratorio di nonna. 
Quindi chiunque abbia un minimo di con-passione e (non si sa mai) avesse notizie di una casa con un forno in quel di Roma compatibile con delle finanze dignitose, rispetto ai tempi di crisi, ma certo non floride...io sono qua. La mia salute spico-fisica ne sarà grata e pure il mio blog. Forse poi un po' anche voi!
Con affetto, il vostro Macinino-ambulante.

martedì 12 febbraio 2013

Sòssole (o galani, chiacchiere, cenci, frappe...)



Galani, chiacchiere, cenci, frappe...chiamatele come meglio credete. A Verona sono sòssole!
Io non amo i fritti, più di ogni altra cosa non amo friggere con quell'odore di unto che si impregna ovunque, pure nei muri, persistendo per giorni, non amo il fatto che al mio palato (ma mi rendo conto di avere un problema personale!!!) le cose fritte tendono spesso a perdere il vero gusto degli ingredienti, per avvicinarsi invece ad un unico sapore abbastanza costante: quello di fritto.
Detto questo però le sòssole di nonna rimangono le sòssole di nonna, quindi nonostante la premessa, almeno oggi, ultimo giorno di Carnevale, cedo alla tentazione.
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