martedì 23 aprile 2019

Pan de mej







































"In quel momento, un cavaliere fermò il suo cavallo vicino al lago per abbeverarlo. Si chiamava Giorgio ed era l'uomo più coraggioso del regno. Guardando verso la città, vide l'enorme ombra del drago sovrastare la Principessa, con il collo arcuato e la boccaccia spalancata..."
(Ser Giorgio e il Drago da "I Racconta Storie" n.18)


Ser Giorgio, Santo patrono d'Inghilterra, Protettore dei militari e di tutti gli ordini cavallereschi, degli scout, delle guide e dei gitani, Megalomartire di tutte le Chiese cristiane, invocato come protettore contro tutti i tipi di pericoli e ogni male. Se all'appello aggiungessimo "Protettore del lago e Uccisore di draghi" potrebbe tranquillamente sedersi sul Trono di Spade, tanto che la sua storia si confonde con decine di leggende tra sacro, profano e ritorno, fino a volerlo Morto e Risorto...tre volte (se già la prima non valesse tutti i Sette Regni). 

mercoledì 17 aprile 2019

Nidi di Noodles







































L’uccello ha il nido
il ragno la tela
l’uomo l’amicizia.
(William Blake)


Non c'è volta in cui abbia trovato un nido ai piedi di un albero o all'angolo di una strada, che non l'abbia raccolto e portato a casa. Densi d'amorevolezza e oltremodo romantici, hanno in sé qualcosa di meraviglioso e osservandoli da vicino vi si possono scoprire molti tesori nascosti all'interno. 

sabato 13 aprile 2019

Risotto alle ortiche e Undici cigni selvatici







































"(...) La donna guardò intensamente Elisa, poi sorrise con tristezza. 
"Calmati, fanciulla. Un mezzo c'è per salvare i tuoi fratelli, ma dovrai essere molto coraggiosa." 
"Farò qualsiasi cosa." "Allora sta bene attenta, Dovrai raccogliere a mani nude le ortiche in questo cimitero, schiacciarle a piedi nudi e poi filarle, per farne undici camicie. 
Quando tutt'e undici saranno finite - e non prima - le farai indossare ai tuoi fratelli ed essi ritorneranno umani. Ma dal momento in cui coglierai la prima ortica fino a che l'ultima camicia non sarà indossata, non dovrai pronunciare una sola parola. Se parlerai, i tuoi fratelli moriranno. (...)"
(H.C.Andersen, Undici cigni selvatici da "I Racconta Storie" n.22)


La primavera capricciosa quest'anno ha deciso di farsi desiderare in continuazione e ad ogni giornata di caldo tepore e sole splendente fa seguire un inverno fuori stagione, una foschia mattutina, un cielo carico di nuvole grigie e aria gelida come se non tollerasse di vederci scrollare di dosso i cappotti e le giacche pesanti. Qua e là ho comunque cominciato temeraria a rimettere piede sul mio piccolo terrazzino e poco alla volta ho tolto i teli dai vasi, pulito dalle foglie secche e rimesso in funzione l'impianto di irrigazione, ironicamente diventato inutile negli ultimi giorni di continui acquazzoni. Cosa più importante, mi sono decisa ad affrontare il vasone nell'angolo, una grande spina nel fianco  (è proprio il caso di dirlo!) per la mia pigrizia. Gli avevo dato tempo, sperando di sbagliarmi, ma dove avrebbero dovuto ormai spuntare teneri e verdi germogli dai rami centrali, tutto è rimasto immutato da mesi: un inutile groviglio secco avvinghiato alla piccola grata di legno...morta, la mia bouganville è definitivamente defunta.
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