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domenica 11 febbraio 2024

Semlor







































Tra gli ultimi giorni di Carnevale e il periodo di Quaresima le pagine social scandinave che mi trovo a seguire, ogni anno si popolano di foto di graziosi e piccoli paninetti sormontati di candida panna. Appaiono morbidi e profumati, spesso a fianco a qualche tazza di caffè fumante. Mi sono ritrovata a chiedermi che sapore avessero e visto che la curiosità mi appartiene, è iniziata la ricerca: la loro storia, la ricetta migliore, il confronto tra i ripieni.

domenica 13 dicembre 2020

Bomboloni de Piassa Erbe








































"I l'à fati su de note,
co le asse e col martel,
co le tole, mèse rote,
piturade da cortel,

co 'na tenda trata sora
co i lumeti trati là...
L' è così che salta fora
i bancheti de la Brà!..."
(Berto Barbarani, Santa Lussia)


Le bancarelle in una delle piazze più importanti di Verona, negli anni hanno lentamente perso la loro tradizionalità e quelle che un tempo erano banchi di frutta, verdura e erbe di stagione, hanno fatto posto a chincaglierie senza patria e senza volto. Ma rimane un pezzo di storia (almeno la mia) dove, soprattutto quando le giornate si fanno più corte e l'aria più fredda, nei giorni di festa e per le bancarelle di santa Lucia, la coda di persone di ogni età si fa insistente, in attesa di poter dare il primo morso a un bombolone fumante e zuccheroso. 

venerdì 13 marzo 2020

Grissini intrecciati Farro e Noci







































 
La terra è un solo paese,
Siamo onde dello stesso mare.
foglie dello stesso albero,
fiori dello stesso giardino
(Lucio Anneo Seneca)


Chi ha mai provato a fare i conti con un'attività creativa, si sarà prima o poi trovato faccia a faccia con il vero ostacolo da superare: il tempo. 
La cruda e orrenda verità è che non puoi mettere fretta alla creatività, non puoi darle scadenze, non puoi darle un appuntamento, non puoi segnarla con una crocetta sul calendario. Perchè prima o poi ci saranno sempre momenti in cui la mente si spegnerà, le idee si annulleranno, subentreranno altre priorità. Fosse anche svuotare il cassetto delle carabattole o riordinare i calzini in base al colore...tutto fuorchè affrontare quel compito, che, a dirla tutta, dovrebbe essere un piacere, per un creativo. 
Invece è una fatica, una fatica immane, creare qualcosa che prima non c'era, era solo colore, materia, parole sparse in testa. Dargli un ordine, dargli una forma. La cruda e orrenda verità è anche che chi ne fa un lavoro, chi con tutto ciò ci deve portare a casa la pagnotta, ha delle belle gatte da pelare. 

domenica 29 settembre 2019

Aberdeen Butteries e il momento giusto per vivere







































Due mesi. Quasi due mesi per elaborare la cosa e trovare le parole giuste per raccontarla. 
E dopo tutto questo tempo le uniche parole che riesco a dire sono ancora: "l'ho fatto!" 
Perchè io l'ho fatto...finalmente ho fatto un viaggio da sola. 
Completamente intendo. Dall'inizio alla fine.
A cui fa inevitabilmente seguito: "perchè diavolo non l'ho fatto prima?!" 
Cosa stavo aspettando? Ho rimandato. Tante volte. Non è il momento giusto, il posto giusto, l'umore giusto...forse non così, il mio inglese fa schifo, il meteo, la valigia, l'alloggio, le congiunzioni astrali, il ciclo... La verità è che se aspetti il momento giusto, non lo sarà mai. In quasi tutte le cose. 

domenica 11 dicembre 2016

Panini di Santa Lucia (Lussekatter)








































"A Michela, 
docente appassionata, artista,
costruttrice di deliziosi macina-caffè, 
di crostate di fragole e di biscotti alla lavanda. 
E, sempre, sognatrice...
Sabrine"


"Din-Don!"
Una decina di giorni fa il Natale ha suonato alla mia porta. Sotto forma di un timido corriere armato di una pacchettino atteso fin dal suo ordine. L'acqua che borbottava sul fuoco per il pranzo ha perso improvvisamente l'appeal a lei dovuto e nemmeno si era chiusa la porta dietro le mie spalle che l'incartamento è finito a terra  rivelando un libro che profuma di feste, racconti e cose buone.

domenica 25 ottobre 2015

Pane alla Zucca e Gorgonzola







































Una settimana fa è iniziato ufficialmente il mio "periodo della zucca".
Si è aperto come si apre uno scatolone spedito da Verona, riempito di melagrane, rigorosamente dell'albero di casa, e 6 zucchette ornamentali di ogni colore e forma, incartate una ad una con fogli di carta di giornale. 
Da lì in poi è stato un intervallarsi di zucche butternut dal contadino sul lago, vicino al nuovo lavoro, zucche arancioni e tonde pronte pronte per l'intaglio (la Festa d'Ognissanti se ne frega di chi non la ama) e ceste piene di zucchette non commestibili ma tanto colorate, proprio ieri tra i banchi di un grosso supermercato, mentre alle spalle un signore, torcendo il naso perplesso, borbottava alla moglie leggermente noncurante: "ma dici siano buone? guarda che brutte!"
...e io che le ho comprate incantata dalla loro bellezza!!!
Quindi è tempo di decorare casa con i caldi colori dell'autunno mentre fuori il termometro comincia a dar segni di cedimento, nonostante le ottobrate romane, e di tagliare, stufare, infornare...deliziarci con la versatilità di questa meraviglia di stagione, di cui non si butta mai via nulla.
In famiglia, causa gusti paterni, è stata per tanto tempo bandita e in questi momenti mi chiedo come ho fatto fino ad ora a vivere senza, che forse se fossi un ortaggio vorrei essere proprio una zucca...
...Bidibibodibibù!

(p.s.: però questo pane, giallo, morbido e profumato, rubato alla buona Sabrine, vi giuro che l'ha mangiato anche mio padre!)

domenica 20 settembre 2015

Schiacciata di uva fragola e rosmarino







































Complici i grappoli d'uva che mi occhieggiano dai banconi della frutta e un delizioso post di Foto&Fornelli, mi hanno subito ricordato questa succosa schiacciata che se n'è rimasta buona buona nel cassettino un paio d'anni, in attesa che io (madre sconsiderata) mi decidessi a donarle un posticino in questo blog.
Per fortuna questa volta non ho fatto passare in cavalleria quello che è il brevissimo periodo dell'uva fragola, ed eccomi qua a decantarne il colore, il profumo intenso, l'aroma unico che miracolosamente in questa versione del Cavoletto sembra esser fatta apposta per sposarsi con il rosmarino...ma ahimè quei maledetti semini. 
Sì, Alex ha tutta la mia lamentosa comprensione, perchè a meno di provare a spolpare ogni acino da quegli amari e scricchiolanti semini (giuro che ci avevo fatto un pensierino!) il lato oscuro di questo portento si nasconde proprio lì.
Però forse forse è proprio lì il suo fascino. A ricordarci che nonostante le insidie che la vita ci presenta ogni giorno, i problemi da risolvere, fino ai più piccoli sassolini che si infilano nelle scarpe, se decidiamo di non mollare, di stringere i denti e pulire il pensiero, potrebbe sorprenderci un più soddisfacente e dolce risvolto, magari tiepido e succoso dal vago sentore di fragola.

domenica 15 febbraio 2015

Krapfen (più wow e meno sensi di colpa)







































Penso che la nostra cultura incoraggi troppo spesso il senso di colpa. E ne sia ormai pregna come una spugna nell’acqua.
Per non aver fatto un buon lavoro, per non essere all’altezza delle aspettative, per non essere fidanzato, per esserlo, per non essere sposato, per esserlo, per non avere figli, per averli, per non essere un buon genitore, per non farsi valere a sufficienza, per non aver pensato prima di parlare, per non aver usato le giuste parole, per aver dimenticato, per aver tardato, per non aver inseguito i propri sogni, per averli inseguiti troppo, per fare ciò che non si deve, per pensare ciò che non si fa, per amare ciò che non si può avere, per amare, per essere troppo o troppo poco, per essere donna, per essere uomo, per essere giovani, per essere vecchi, per essere belli, brutti, alti, bassi, magri, grassi…

lunedì 20 maggio 2013

Brioches con granella di zucchero alla vaniglia







































Nonostante l'idea che questo passato week end fosse iniziato nel peggiore dei modi, proprio ieri con il sapore di queste nuove brioches ancora in bocca, contenta infondo oltre il malumore di esser riuscita a sfornare qualcosa di nuovo, mi sono trovata improvvisamente nel bel mezzo di un festival di floricultura, un posto magico pieno di semi, fiori e piante mai viste...e udite udite?...pure di piantine di erba madre che finalmente so chiamarsi Tanacetum Parthenium. Inutile dirvi che una di loro sta ora sul mio balcone!
Come si capisce di essere nel posto giusto? E qual'è il posto giusto?
Eppure a volte, magari sbagliando, abbiamo la netta sensazione che non sia quello in cui in quel momento ci troviamo. Me l'ha ricordato un caro amico proprio in questi giorni e m'ha ricordato quanto in passato io stessa sia stata spesso vittima di questa sensazione. Sgradevole, ansiosa come un dubbio o un'incertezza che ci attanaglia e a tratti triste come l'idea che tutto vada esattamente nel verso in cui noi non vogliamo.
Ecco probabilmente il punto. Si è nel posto giusto ogni volta che si ha la piena consapevolezza di essere laddove si è deciso di essere, di fare ciò che si vuole in quel momento e ora. L'analogo della differenza che intercorre tra il lasciarsi trascinare e l'allacciarsi le scarpe per iniziare un percorso.
Non penso che ci siano luoghi-purgatorio in cui dobbiamo stare per espiare chissà quali colpe, luoghi di preparazione a qualcosa di meglio che verrà quando ci sarà dato modo di decidere. 
Certo esistono obblighi nella vita, cose che si devono fare anche se pesano, ne sono consapevole...ma forse non apparirebbero diverse se solo capissimo che comunque sono frutto di nostre scelte? 
Nessuno decide veramente per noi.
Così, nonostante io stessa cada spesso nella "trappola del posto sbagliato", oggi penso che il posto giusto sia proprio dove riusciamo a vedere un fiore che cresce nel cemento...quindi non è tanto un luogo, ma più un modo di essere. Il posto giusto non esiste ma è dentro di noi. E' ovunque e in nessun luogo.
O forse si trova in un recinto di legni accatastati in cui, fuori dal tempo e dallo spazio, per un attimo ti trovi a sorseggiare tè come in un antico rito vecchio di millenni.

sabato 9 marzo 2013

Pizza








































Finalmente!
Finalmente è sabato!
E sabato è da sempre per me il giorno che più s'addice ad una bella pizza...per quanto personalmente la potrei mangiare un giorno sì e l'altro pure.
Sì perchè se c'è davvero una cosa a cui non potrei mai, dico MAI, rinunciare a tavola, un cibo che più d'ogni altro per me è un segno di conforto, buon umore, compagnia (ma anche da soli si mangia bene eh!), un cibo che fa festa...quello è la pizza. E il connubio con il giorno più bello della settimana è inevitabile.
Quindi...Finalmente pizza!
E quando le giornate si fanno leggermente più belle, lunghe e luminose, mi sale questa voglia di serate estive e di poter impastare per gli amici, di cene in terrazzo o di chiacchiere rumorose tra i fili di mozzarella bollente.
Vi propongo quello, che dopo anni di sperimentazioni, dopo la gavetta estiva di panzerotti tra amici pugliesi, è il mio impasto abituale utilizzando lievito di birra (sperando prima o poi di sperimentare anch'io il lievito madre!!!) e un semplice forno di casa (ahimè il forno a legna avoja a sognarlo!!!).
Magari gli amici napoletani inorridiranno e vi invito a lasciare suggerimenti e consigli in questa ricetta in continua ricerca di perfezioamento, ma devo dire che a casa mia, tra invitati e imbucati, nessuno s'è mai lamentato e io aspetto solo la scusa per mettere le mani in pasta. E voi che aspettate?
Gnam

sabato 22 dicembre 2012

Bretzel

Sono sul treno direzione Verona.
Sto tornando a casa per le feste natalizie.
Per me non esiste la domanda: "che fai per Natale?" perchè per me c'è una sola e scontata risposta: "ovviamente lo passo con la mia famiglia!"
Così proprio in questi giorni mi domandavo come fosse possibile per altra gente valutare diverse opzioni...
E' certo che per me il concetto di famiglia è decisamente elastico, altrettanto quello di casa.

mercoledì 12 dicembre 2012

Kanelbullar e Santa Lucia




Sulle mie origini ormai non ci sono dubbi: nata e cresciuta sulle rive dell'Adige.
Ma cosa diavolo c'entra con questa ricetta e soprattutto con la Svezia?
Domani è un giorno particolare, anche se non lo è per molti.
Domani, 13 dicembre, è Santa Lucia, una vera istituzione per i veronesi!
Io da piccola, non credevo in Babbo Natale, nemmeno nella Befana...ma l'unica certezza era l'arrivo di Lucia nella notte tra il 12 e il 13. Se ero stata brava al mio risveglio avrei trovato esauditi i desideri richiesti sulla letterina e un piatto stracolmo di dolci e caramelle, altrimenti carbone!
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