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sabato 20 aprile 2024

Carpaccio di Cavolo Rapa Viola















 























"Si hortum in bibliotheca habes, nihil deerit - 
Se accanto alla biblioteca avrai l'orto, non ti mancherà nulla"
(Marco Tullio Cicerone, Epistulae ad familiares, I sec. a.c.)


Oggi la mia cara nonnina, avrebbe compiuto 101 anni. Ci sono tante cose che mi riportano a lei: le ore a giocare a carte (scoperte ovviamente, perchè lei mi facesse vincere), le bolle di sapone di marsiglia dal suo balcone, "l'aiuto" nei mestieri in casa che le davo spruzzando ovunque il Vetril, il tè e le merende del pomeriggio guardando i cartoni animati o le sere estive passate a tifare con Giochi Senza Frontiere in tv... e vederla innaffiare l'orto sotto casa. Quell'orto tanto voluto dal nonno, che, lei mi raccontava, anche quando tornava stanco dal lavoro in acciaieria, correva ad aiutare nelle campagne, a piantare, a curare, a raccogliere. 

giovedì 25 novembre 2021

Cappuccetti Rossi







































"C'era una volta in un villaggio una bambina, la più carina che mai si sia
veduta; la sua mamma non vedeva che per gli occhi suoi, e la sua nonna
non era da meno. La brava donna le aveva fatto fare un cappuccetto rosso:
e le stava così bene che tutti ormai la chiamavano Cappuccetto Rosso..." 
(C. Perrault, Cappuccetto Rosso)


Ho sempre desiderato avere una calda mantella rossa con un grande cappuccio a punta. 
Di quelli che solo in qualche fiaba senza tempo potrebbero essere indossati, senza sentirsi fuori luogo. Lo porterei con enorme orgoglio! 
Da piccola però mia nonna me ne aveva cucita una bellissima, viola, con cui adoravo girare in centro spavalda la domenica mattina. Il mio "cestino" era in realtà un sacchetto pieno di semi, il mio "bosco" i Giardini delle Poste con quei due magnifici ginko che in autunno si tingevano di giallo e la mia "nonnina da sfamare" erano i piccioni di Piazza dei Signori. Nessun lupo ha mai osato intralciare il mio cammino.

domenica 31 gennaio 2021

Zuppa di Pietra








































"(...)"Volevo solo chiederle, hm, un po' d'acqua" disse sorridendo, "sto per cucinare una deliziosa zuppa di pietra." La fessura della porta si allargò; "Hai detto zuppa di pietra?"
"Sì" fece il vagabondo con fare innocente "posseggo una pietra magica, ho solo bisogno di un po' d'acqua." "Aspetta" sbottò, e un attimo dopo arrivò con un secchio d'acqua. 
"Com'è gentile lei" sussurrò il vagabondo "non vorrebbe farmi compagnia? Non per vantarmi, ma dicono che la mia zuppa di pietra sia la migliore del mondo." (...)"
(La Zuppa di Pietra, da "C'era una volta" n.8)


C'era una volta una vecchia donna, tale Sig.ina Parsimonia, talmente tirchia da aver orto e dispensa stracolmi di ogni bendidio che non consumava mai nemmeno lei stessa perchè, ossessionata dal risparmio, viveva con l'idea di dover conservare tutto nella eventualità fosse capitato da lei un amico all'improvviso. Eventualità quantomai remota, visto che, con quel caratteraccio, di amici non ne aveva. 

mercoledì 20 febbraio 2019

Millefoglie di Patate e Rape








































"C’era una volta un vecchietto, che piantò una piccola rapa e disse:
“Cresci carnosa e forte”. E la rapa crebbe robusta e tanto grande.
Un giorno il vecchietto andò nell’orto per coglierla, ma tira tira non riuscì a strapparla.
Chiamò allora una vecchina, che si mise a tirare il vecchietto, che a sua volta tirava la rapa. 
Tira tira, non riuscirono a sradicarla.
Allora la vecchina chiamò la nipotina, che si mise a tirare la vecchina, che tirava il vecchietto, che a sua volta tirava la rapa. Ma nemmeno questa volta riuscirono a strapparla.
La nipotina chiamò allora il suo cagnolino. Il cane tirò la nipotina, che tirava la vecchina, che tirava il vecchietto, che tirava la rapa. Tira e ritira, la rapa non si muoveva di un millimetro.
Il cane chiamò il gatto. Il gatto tirò il cane, il cane tirò la nipotina, la nipotina tirò la vecchina, la vecchina tirò il vecchietto, il vecchietto tirò la rapa. Tutti insieme tirarono e tirarono ancora, ma la rapa rimaneva salda al suo posto.
Il gatto chiamò il topo. Il topo tirò il gatto, il gatto tirò il cane, il cane tirò la nipotina, la nipotina tirò la vecchina, la vecchina tirò il vecchietto, il vecchietto tirò la rapa.
E finalmente, grazie ad un topolino, la rapa venne fuori."
(adatt. da Aleksej Tolstoj, La rapa gigante)


Una incredibile impresa! Ho girato come una trottola in due diversi supermercati, in un market biologico e in un negozio ortofrutticolo: di rape nemmeno l'ombra. 
Ho pure fatto una ricerca per verificare che non fossi impazzita e che magari non fossero tra gli ortaggi di stagione come invece pensavo. 

martedì 2 gennaio 2018

L'ultima fetta di Arcobaleno








































"(...)«Ti farò un regalo» cantò sul ritornello che Gianni gli aveva fischiato. 
«Cosa sarà quel portento? Un lucchetto d'oro o una chiave d'argento?»
 Gianni, che non avrebbe saputo cosa farsene di un regalo simile, disse súbito: 
«Per piacere, la cosa che mi piacerebbe di più al mondo è un arcobaleno tutto per me.»(...)"
(L'ultima fetta di arcobaleno da "I Racconta Storie" n.2)


Esistono poche cose che raccontano la mia infanzia come le due valigette rosse piene di decine di cassette di storie e fiabe narrate dalle voci più famose della recitazione italiana anni '80. 
Accompagnavano i miei pomeriggi di giochi, ogni notte, prima di andare a dormire, sceglievo una cassetta diversa e la facevo suonare nel buio della stanza con la coperta tirata fin sopra le orecchie e quando ero malata mi facevano compagnia, mentre sdraiata a letto mi divertivo a sfogliare i fascicoli rilegati e seguire i racconti osservando le belle illustrazioni o colorando i disegni che si trovavano nelle pagine centrali. Ho imparato la bellezza dell'ascolto, la poesia di un bel racconto e centinaia di parole nuove, ascoltando tutte quelle storie...fino a impararle a memoria, a conoscere come le mie tasche i disegni, le musiche, le voci, fin anche il colore delle copertine di ogni fascicolo.

sabato 4 marzo 2017

Vellutata di rape rosse







































"Rosso
Un amore che non posso
Ho comprato un gatto bianco
Mi domando se gli manco
Tante sere che non ballo
Ho dipinto un quadro giallo
Una camicetta rosa
Non è un abito da sposa
Forse sono pazza di te."


Alla mattina sciarpa e piumino, nel pomeriggio maniche di camicia. 
Giornate lavorative di sole splendente, nel fine settimana cielo grigio e pioggerellina sottile da far invidia ai britannici. Piante potate con la speranza di riportarle a nuova vita e raffiche di vento che sbattono le imposte.
Niente di strano, è Marzo...e a Marzo, si sa, piace molto esser pazzerello.
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