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domenica 28 ottobre 2018

Vellutata di zucca al pepe rosa e nocciole







































"L'autunno è una seconda primavera, 
quando ogni foglia è un fiore." 
(Albert Camus) 


Allungo pigramente la mano fuori dalle lenzuola per spegnere la sveglia. 
Mi ci vuole sempre un po' ultimamente per realizzare in che giorno mi trovi, in una sintesi confusa e spaesata del trauma da risveglio. 
Solitamente segue la rassegnazione o il totale sollievo del sabato mattina. Questa volta no! 
Diamine, cosa mai avevo in testa quando ho pensato di iscrivermi a un corso che mi avrebbe impegnato tutto il weekend e obbligato a svegliarmi all'alba pure quando avrei potuto dormire?! 
Semplicemente era ora, di provare a confrontarsi con un vero corso di fotografia e la ricca occasione finalmente per dare un volto reale a vari "nomi social", e conoscere una vera professionista nel campo della food photography, che seguo e ammiro virtualmente da anni. Forza e coraggio, fuori dal letto!

lunedì 26 marzo 2018

Uova Ripiene con Salsa Tartara







































Finalmente rinasco.
Cielo blu, aria tiepida, giornata lunga, tanta luce, sole alto, tondo tondo, giallo giallo.
Come un limone, come un uovo, un tuorlo, un tondo tuorlo giallo.
Anche lui portatore di vita.

sabato 20 gennaio 2018

Carbonara








































1. Usa sempre er guanciale. Si volevamo er bacon annavamo in America.
2. Niente parmigiano, solo pecorino. Chi dice metà e metà c’ha quarcosa da nasconne.
3. Nun coce l’ovo. Mejo n’infezione che na frittata.
4. Niente ajo e niente cipolla, nun stai a fa er ragù.
5. Nè ojo, nè buro, nè strutto. Hai da fa’ spurgá er guanciale.
6. Niente peperoncino. In Calabria ce vai st’estate.
7. Non usare altre spezie al di fuori der pepe. Si nun te sta bene vai a cena dall’indiano.
8. Chi mette ‘a panna dovrebbe annà in galera.
9. Nun dì mai ‘carbonara’ e ‘vegana’ nella stessa frase.
10. Tonnarelli, spaghetti, bucatini, rigatoni. Va bene tutto, basta che non fai scoce ‘a pasta.

mercoledì 21 dicembre 2016

Cosciotti di tacchino caramellato con cipolline e pepe sichuan







































Non mi sono mai cimentata con il tacchino ripieno, ultra citato piatto americano grande protagonista, dal Ringraziamento in poi, di un po' tutte le grandi feste invernali. 
Ma senza affrontare l'enorme pennuto, ho pensato che una versione più modesta, nostrana, ma piena di aromi agrodolci potesse essere un'ottima idea per un secondo natalizio. 
Il guanciale sotto pelle evita che la polpa risulti troppo stoppacciosa, la caramellatura al miele rende la pelle molto croccante e lucida e si sposa benissimo con le cipolle e il profumo di questo pepe molto particolare. 
Così tra tanti arrosti e brasati, potrete avere una valida e gustosa alternativa da presentare ai vostri ospiti!

giovedì 30 giugno 2016

Cacio e Pepe...e nient'altro







































Capita qualche volta crescendo di dimenticarsi come da piccoli si giocava con un vecchio elastico, si facevano bolle di sapone con le scaglie di marsiglia e si credeva alle magie.
Capita, lontano da quelle magie, di correre in una vita faticosa e una città caotica, di non vedere più lo straordinario nell'ordinario.
Poi ci si ricorda immediatamente che tra il 28 e il 29 giugno, nella notte che anticipa SS. Pietro e Paolo, si versava un albume in un vaso di vetro pieno d'acqua, lo si lasciava riposare tra accaldati fili d'erba e radici di alberi (ma anche sopra un semplice davanzale, per chi di voi volesse provare!) e quando la rugiada del mattino non era ancora sparita, si andava a scoprire quale barca quell'anno il buon Piero aveva ormeggiato in quel vaso.
Nel primo vero giorno di vacanze, si annusa l'aria calda e si pensa che forse forse quell'estate potrà essere meravigliosa; si osserva quella luce pre serale che, non so come, ma qua ha qualcosa di diverso e si guardano i pini di Roma infuocarsi tra i colori della Girandola, con il naso all'insù e trattenendo un po' il respiro.
Non c'è nulla di più difficile delle cose semplici, del tentare di tornare bambini, del credere veramente alle magie. Ma quando ci si riesce niente altro è più buono, bello, vero.
Non penso di aver mai faticato tanto finora a far uscire un piatto come volevo e non sarà certo da Felice al Testaccio o da Roma Sparita, ma è con non poco orgoglio che scrivo di uno di quei "segreti" che Roma mi ha taciuto, fino a che non sono stata pronta ad innamorarmene pazzamente.

...ah, la mia barca,  ai miei occhi assonnati e zuppi ancora di sogni, non poteva mostrarsi con vele più spiegate, per accompagnare, chissà, pirati intrepidi e coraggiosi in millemila avventure per i sette mari!

sabato 28 febbraio 2015

Pearà con il lesso, la regina di Verona







































“Mamma…quanto riempio la pentola a pressione? Quanto cuocio la carne?...Emh, non mi fido molto di questo aggeggio infernale!”
Così ho dato il tardo buongiorno al mio sabato tra i fornelli, intenta a pulire le verdure con il telefono incastrato tra spalla e orecchio.
Fuori splende il sole e nell’aria da qualche giorno già si sentono i primi odori di primavera. 
Ma niente! La fragile stabilità degli sbalzi di temperatura continui sono stati la valida scusa per perseguire la mia idea: prima che finisca l’inverno devo assolutamente cimentarmi con la pearà! E devo pure decidermi ad abituarmi alla pentola a pressione, questa sconosciuta! Prometto che pian pianino ci prenderò la mano e, senza prepararmi a nascondermi da un momento all’altro al primo fischio, diventerò un’esperta di pentole a pressione (si fa per dire!)

sabato 31 gennaio 2015

Maiale con lardo e mela verde







































Che io ami l'accostamento della frutta con preparazioni salate è un dato di fatto. 
La adoro per evitare la banalità di molte insalate e penso che la nota agrodolce renda sempre meravigliose molte carni, da quelle bianche alla selvaggina.
Questa ricetta, che ha catalizzato la mia attenzione tra uno zapping distratto e l'altro e ho poi ritrovato in rete qua e là con poche varianti, ha evitato l'eterno dilemma di cosa preparare durante il pranzo di Natale di un annetto fa, ma ancor prima di assaggiarla, già sapevo che mi avrebbe conquistato. 
Anche soprattutto per la velocità e semplicità nella preparazione e perchè la dolcezza del lardo e l'aroma del pepe, insieme alla mela...un matrimonio già riuscito in partenza.
Natale è già passato, questo è sicuro (anche se confesso: i miei addobbi hanno lasciato casa solo lo scorso weekend) ...io consiglio di non aspettare il prossimo per provarla!

domenica 18 gennaio 2015

Pane di farro al pepe (e la vittoria delle farine sulle scarpe)







































Sapevo che prima o poi sarebbe successo!
Non era difficile da immaginare visto che, chi mi conosce bene, sa della mia poco femminile non-propensione per lo shopping soprattutto se si tratta di scarpe (le donne in ascolto sono già svenute l'ho sentito!). 
Ma vi assicuro che ci stavo lavorando e in questi ultimi anni ho superato molti miei fastidi e pregiudizi e...ho quasi provato soddisfazione avvistando dalle vetrine dei bei tacchi ammalianti...
Ma niente è valso. Nel senso che le mie scarpe sono aumentate non c'è dubbio, il tempo che passa tra un acquisto ed un altro è notevolmente diminuito, ma...
Aprendo la dispensa è stato chiaro che la collezione di tipi di farine diverse ha superato il numero di scatole sotto il letto! Cioè avete letto bene: non ho una scarpiera, non ho un vero e proprio posto per contenere le scarpe, ma per quando riguarda le polverose farinacee ho una dispensa. Ora manca solo allestire una vetrinetta e le mie scarpe alzeranno i tacchi e se ne andranno da sole!
Di ogni taglia e colore, biologiche o meno, con o senza glutine. Frumento, doppio zero, zero, uno, integrali, mais, semola, grano saraceno, ceci, castagne, farro, multicereali...pure grani antichi! Ormai le chiamo pure per nome: chi fa amicizia con le proprie Louboutin (beate chi se le permette) e chi con il sign. Russello, la sign.ra Maiorca o un affascinante Senatore Cappelli.
Così in questa freddolosa (in realtà nemmeno tanto ma dover lavorare ferma al pc non aiuta), tediosa e bigia domenica, vi racconto di uno dei tanti incontri settimanali con i miei amici farinosi e poco immaginari, pasticcioni ma sempre generosi. 
Il procedimento di base è spesso sempre quello, l'arma segreta il mio fedele lievito madre...il resto è solo gusto, curiosità, fantasia e voglia di sporcarsi un po' le mani.
E non dimenticate di raccontarmi le vostre avventure se avete deciso di venire a "giocare" con me...anzi con noi!

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