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domenica 9 settembre 2018

Crostata di Ribes e Cannella







































L'entusiasmo dell'essere in vacanza, posti e odori diversi, a volte ci portano a delle suggestioni poco oggettive, come il trovare un cucchiaino di confettura, la più buona mai mangiata. 
Ma queste inglesissime marmellatine, deliziose pure nel packaging, continuano a rubarmi il cuore pure a distanza di tempo. Immaginate la felicità nello scoprire sul sito che vendono online (shop) i loro prodotti! Prima però di provare a farmi arrivare direttamente a casa un pezzetto di Yorkshire sottovuoto, devo finire quelli che ancora stazionano in dispensa che con l'intento di doverne centellinare ogni cucchiaino per farli durare il più possibile, alla fine non sono stati mai aperti. 

giovedì 24 luglio 2014

Torta farcita al limone e frutti blu







































"Quali sono i posti e le cose assolutamente da non perdere in un giro a Roma di 4 giorni?"
Questo è stato l'esordio della serata in compagnia di un'amica di mia madre, venuta a bersi un caffè, fare quattro chiacchiere e chiedere consiglio, approfittando del fatto di trovarmi a Verona,  prima di partire per una mini vacanza nella capitale.
Devo dire la verità: in tanti anni che vivo a Roma, solo negli ultimi mi sono davvero goduta la città, l'ho fatta un pizzico mia, l'ho materialmente misurata a suon di passi e sguardi curiosi, sono stata accompagnata con tanto amore nei suoi angoli, da chi prima e più di me l'ha amata. 
Me ne rendo conto veramente solo in momenti come questi, in cui non rimango certo senza argomenti, ho risposte pronte, idee e consigli.
Progettando quindi itinerari quotidiani su mappe e cartine, che mano a mano mia madre estrae da librerie e cassetti vari, i percorsi diventano sempre più specifici e punteggiati di accurate soste dedicate al ristoro e alla "pappatoria"... Tra un caffè e un panino, un carciofo e una pizza, finisco su un proficuo scambio di consigli mangerecci, vista la passione di lei per il cake design, utilissima a me in previsione del compito autoassegnatami per il compleanno di un amico: "ho pensato di regalarti la torta!"

sabato 28 dicembre 2013

Apfelstrudel con more e ribes rosso







































Una casa tutta addobbata, decine di babbi natale, una poltrona rossa, tante coperte morbidose pronte per ogni fredda evenienza, una gatta fusacchiosa, una teiera sempre piena e tisane nuove per la vigilia, scatole piene di dolcetti e caramelle, film di natale ad ogni ora, sveglia inesistente, chili di mele, odore di cipolle e spezie, il mio lievito (mon amour), farina e impasti, musiche natalizie e tante vecchie foto, auguri agli amici e diverse chiacchiere, un camino acceso e lucette sparse qua e là. Una parte del mio Natale in famiglia!
A cui bisogna aggiungere inevitabilmente un menù già deciso (quello di nonna) e l'attesa per il dolce (il mio).
E visto che quest'anno le mele sembravano ossessionarmi (sarà il mio nuovo capello da Punk Biancaneve Style o non ne ho idea) il dolce che ho scelto è un classico per mele-dipendenti: lo Strudel di mele..o Apfelstrudel (che il nome "esotico" fa subito chic!!!)
Niente paste sfoglie per far prima! Insomma se non si ha tempo si apre un pandoro ecco (che poi la mia pazzia sta rimuginando pure sul pandoro...mumble mumble).
Così visto che le cose o si fanno bene o non si fanno ho deciso di provare a cimentarmi con la stesura della sfoglia più sottile mai fatta. Poi fiera di me ho pensato che in clima natalizio qualche decorazione a stellina ci stava benissimo e ho deciso di forare la superficie della mia creatura con qualche "sfiato" artistico. Ne è uscito uno strudel dorato proprio carino. E nel giro di due minuti raffreddandosi ha pensato di pugnalarmi alle spalle e rompersi in tutta la sua lunghezza...
Un bruttissimo, enorme, spaventoso cratere lì ad osservare beffardo la mia reazione (che a dirla tutta prima di arrivare al "10" rischiava d'essere funesta!)
Nessun problema! Il lord inglese che è in me, solitamente molto molto nascosto, noncurante dello smacco ha capovolto letteralmente l'infido strudel e soffocato le ire sotto una gigantesca coltre di zucchero a velo.
Tanto si sa...la neve fa subito Natale!!!

lunedì 5 novembre 2012

Mor Monsen







































Qualche giorno di pausa dal lavoro sono un'occasione per tornarmene a Verona tra famiglia e amici.
Quando si organizza una piccola rimpatriata sembra sempre di avere tutto il tempo del mondo, ma la verità è che i giorni a disposizione sono sempre troppo pochi rispetto alle cose che ci si è messi in mente di fare.
Giorni di abbracci, racconti, cene, mercatini, scambi di esperienze e anche di ricette. 
In valigia hanno trovato poi posto: vasetti di marmellate, invasate mesi fa, 2 melograni del mio giardino, che ora dovrò pensare a come usare, formine per biscotti natalizi, nuovi pirottini di carta marrone scovati in uno dei miei negozietti preferiti, alcuni consigli su panificazione e lieviti di un amico e un macina caffè tedesco originale degli anni '50, che mia madre non ha resistito alla tentazione di regalarmi durante un giro sotto la pioggia tra bancarelle d'antiquariato.
E una fetta di torta, unica superstite dal pranzo della domenica, in cui avevo promesso mi sarei occupata del dolce e avrei finalmente utilizzato quei ribes raccolti a luglio dai cespugli dietro casa. Mai deludere le aspettative!
Così, con i primi freddi e le prime nebbie veronesi, la ricetta adocchiata mesi fa su Fior di Frolla, è stata valorizzata al meglio, facendo passare in secondo piano la "burrosità" tipica (ahimè!) della cucina norvegese.
E dopo un viaggio di ritorno in treno che più che un viaggio è stato un'odissea, il mio piccolo bottino di guerra ha acquisito il diritto ad essere condiviso e a darmi il buon giorno del lunedì!
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