Questo inverno romano non lo capisco più...io soffro decisamente il freddo, ma per il mio standard di gennaio la temperatura è davvero troppo calda (saranno le ultime parole famose?)
Nonostante questo il mio fisico, del tutto incurante della reale situazione climatica, in questo periodo sembra essere programmato sulla funzione "cibo invernale caldo e confortante".
Se a volte, tornando a casa stanca dal lavoro, non fosse più semplice e rapido mettere a bollire l'acqua per un piatto di pasta qualunque, fosse per i miei istinti, ultimamente mangerei minestre e zuppe a tutte le ore.
Guardando fuori dalla finestra oggi (ovviamente ancor prima di mettere il naso fuori) e notando il grigiume della giornata, mi sono detta che mai come ora fosse il momento perfetto.
Questa vellutata per me è un pezzo di cuore. Nel senso che me ne sono letteralmente innamorata anni fa, quando, in Val Pusteria per qualche giorno, una sera mi è stata servita fumante, con quel colore vivace che strapperebbe un sorriso anche alla tristezza in persona, con quella consistenza così soffice da intenerire i più duri, con quella dolcezza che si capisce solo provandola.
Comprensibile il perchè al ritorno non abbia fatto altro che pensare a rifarla il prima possibile.
E se vi state chiedendo (parlo soprattutto per gli amici del centro e sud Italia, per cui sembra essere quasi sconosciuto) cosa sia il sedano rapa...vi conviene cominciare a cercare!
Io non credo nel colpo di fulmine, ma in cucina questo per me lo è stato!
Quindi armatevi di cucchiai gente!!!