sabato 15 dicembre 2012

Risotto con finocchi e semi di anice verde







































Il sabato a casa è una vera benedizione e una volta ogni tanto posso pranzare ad un orario decente!
Avere un po' di tempo in più per me è provvidenziale anche per potersi mettere ai fornelli e coccolarsi un po'.
E chi pensa che utilizzare ingredienti di stagione preveda durante questi mesi piatti pesanti, senza profumo e aromi particolari, sottovaluta la frutta e la verdura invernali.
Lavo i finocchi appena acquistati e non resisto ad addentarne qualche pezzo.
Amo la loro consistenza, quella freschezza e quel leggero sentore di anice che rimane persistente alla fine in bocca. Così lo sposalizio nasce spontaneamente per associazione.
Voglia di un piatto caldo e cremoso, voglia di bianco come le prime città innevate, voglia di verdure e di spezie che sanno di attesa natalizia...
Un candido risotto profumatissimo.

mercoledì 12 dicembre 2012

Kanelbullar e Santa Lucia




Sulle mie origini ormai non ci sono dubbi: nata e cresciuta sulle rive dell'Adige.
Ma cosa diavolo c'entra con questa ricetta e soprattutto con la Svezia?
Domani è un giorno particolare, anche se non lo è per molti.
Domani, 13 dicembre, è Santa Lucia, una vera istituzione per i veronesi!
Io da piccola, non credevo in Babbo Natale, nemmeno nella Befana...ma l'unica certezza era l'arrivo di Lucia nella notte tra il 12 e il 13. Se ero stata brava al mio risveglio avrei trovato esauditi i desideri richiesti sulla letterina e un piatto stracolmo di dolci e caramelle, altrimenti carbone!

domenica 9 dicembre 2012

Gingerbread Men, gli Omini di Pan di Zenzero







































E' qualche giorno ormai che il mio alberello ha fatto il suo ingresso trionfante in casa.
So che era presto per l'albero: presto per Roma che addobba all'Immacolata, presto per Verona che attende Santa Lucia...Ma che ci devo fare? Con la scusa che a Natale ritorno a Verona a festeggiare in famiglia, per godermi un po' più l'albero e la magia delle luci natalizie, anticipo sempre un po'.
Quache luce alla finestra là, una ghirlanda qua...
Però aspettavo il primo week end libero da obblighi di lavoro per finire gli addobbi e sfornare un po' di biscotti. Biscotti che sono immancabilmente finiti sull'albero, dopo la soddisfazione e il divertimento di un pomeriggio passato a impastare, sfornare e decorare in compagnia. E a suon di musica!
Sì perchè questo rende tutto più magico...se già sgranocchiare omini di pan di zenzero con una tazza di tè non fosse sufficiente!

mercoledì 5 dicembre 2012

Gnocchi di pane







































Questa è una di quelle ricette semplicissime ma molto gustose, di quelle che pochissimi ingredienti fanno la differenza.
Un piatto dove si impara a non buttar nulla in cucina (tanto più se è il pane!!!), in cui il solo condimento di burro fuso ci riporta alle piccole baite di montagna e visto che è arrivato il freddo non guasta.
Questa è una di quelle ricette della mia nonnina, che sono passate di generazione in generazione e che a casa stiamo riscoprendo perchè non vengano mai perse di vista le buone abitudini.
Questa è una ricetta che dovete provare!

sabato 1 dicembre 2012

Tarte Tatin di mele selvatiche







































Selva di Progno è un posto praticamente sconosciuto ai più. 
Oserei dire che pure nel veronese, questo piccolo comune montanaro, sia poco conosciuto o sicuramente non frequentato. E' uno di quei posticini che, se non ci fosse, per qualche motivo, un legame di cuore, non si visiterebbe di certo. Essendoci, da quando ne ho ricordo, una casettina di amici di famiglia, da quando ero piccola mi è capitato spesso di andarci. Un posto, è brutto dirlo, destinato a morire nel tempo, visto che difficilmente i giovani decidono di rimanervi ad abitare per tutta una vita: tante stradine, fiorite in primavera, alcuni orticelli, qualche cortile, con pollai senza grosse pretese, vecchie casette suddivise in microscopiche contrade. In una di queste contrade, in uno di questi cortili, a fianco ad una casa ormai disabitata, dopo la morte della vecchia signora che ci viveva, cresce un albero di mele. 
Non le solite e belle mele, grosse e lucide a cui tutti noi siamo abituati. 
A dirla tutta non saprei nemmeno dire a che qualità di mele possano essere associati i suoi frutti. 
Ma in autunno, se si è fortunati, lo si può trovare carico di pomettini piccoli piccoli, un pochino stortarelli, con qualche macchia e ammaccatura, di quelli insomma che, si sa...brutti, ma di grande fascino, devono avere senz'altro un gusto unico! 
Ecco che, se in un pomeriggio di mezzo autunno ti giunge improvvisamente a casa una cassettina di melette selvatiche, bottino di una semplice passeggiata tra stradine sterrate, qualcosa bisogna pur cercare di fare per valorizzarle.
Certo una torta di mele è l'ideale...ma quale delle tante verioni e ricette?
Così se dovevano essere queste mele le protagoniste, ho pensato che dovesse essere la torta di mele più "melosa" che esista, dove l'unico vezzo un velo di caramello e una quasi insignificante base di pasta, rigorosamente una neutra brisèe, avesse il solo scopo di tenere insieme i frutti e far incantare i palati con il loro semplice sapore zuccherino che si scioglie in bocca. 
La mia prima tarte tatin...che probabilmente, visto l'amore, non sarà nemmeno l'ultima!
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