giovedì 11 aprile 2013

Pane di segale con semi di zucca e gli esperimenti con i lieviti

Grazie a Cristina, amica e collega di lavoro, qualche mese fa scopro un Natura Sì vicino a casa ed è subito amore.
Il regno degli ingredienti introvabili, particolari e soprattutto biologici.
Così persa tra scaffali e scaffaletti, con talmente tanti tipi di farina che il mio cervello si stava fondendo pensando a tutte le ricette che avrei dovuto sperimentare, il mio occhio si imbatte in alcune bustine: Pasta madre di Segale....Wow...cioè...wow...pasta madre? Mentre riflettevo dove poteva essere la fregatura già l'avevo pagato ed ero sulla strada di casa impaziente di poterlo sperimentare.
Io non sono uno chef, nè un pasticcere, nè tanto meno un panettiere, però quando penso alla pasta madre, penso ad una cosa viva, che bisogna nutrire regolarmente perchè fermenti...quale diavoleria si saranno inventati per produrre una pasta madre essiccata e che funzioni?

domenica 7 aprile 2013

Carciofi alla romana. Un fiore, due città







































A volte penso che il filo conduttore della mia vita, divisa tra Verona e Roma, possa essere un fiore (della serie per fare tutto ci vuole un fiore!). Ma il fiore in questione è il carciofo.
Innamorata alla follia già da piccola di quelli ripieni che cucinava nonna, carciofi straripanti pan grattato da racchiudere un'intero pasto, che nel piatto dovevano ottenere tutta la mia attenzione, perchè l'unico modo per mangiarli era sfogliarli un pezzo per volta e passare le foglie dure e carnose tra i denti, per rubare, insieme al ripieno, la parte tenera della foglia. Tanti cadaveri sul bordo del piatto. Un vero rito. Che capii con il tempo che non avrebbe potuto essere altrimenti, davanti a dei carciofi legnosetti e di modesta qualità.
Poi Roma, la "sacralità" del carciofo e la scoperta esilarante che, come diceva divertita una mia cara amica, l'Italia si può dividere semplicemente in due: i Ciuccia-carciofi (a nord) e i Mangia-carciofi (a sud).
La scoperta di una ricetta qua famigliare, nel senso di "appartenente alle famiglie" più che "conosciuta", che come tale in ogni cucina ha i suoi segreti, le sue sfumature, i suoi accorgimenti e che io stessa ho cominciato a fare guardando e spiando un po' qua e un po' là, raccogliendo via via dalle mie "famiglie adottive" e magari mettendoci qualcosa in più o in meno rispetto agli aromi che il mio balcone mi proponeva. Ma la mentuccia romana penso abbia il potere di trasformare una Ciuccia-carciofi in una dignitosa (non mi sbilancio perchè probabilmente ogni romano avrà da ridire sui miei carciofi) Mangia-carciofi.
La scoperta di carciofi di ogni forma e colore. Carciofi fritti, bolliti, crudi, interi, affettati...carciofi ovunque.
La scoperta che in questa città la primavera la si riconosce dalla "fioritura" ai bordi delle strade di mazzi di carciofi-da-carretto, proposti alle signore neanche fossero rose.
La scoperta che per far mangiare a nonna dei carciofi buoni, li si doveva infilare in valigia.
La scoperta che non ero l'unica veronese ad "importarli" con questo sistema.
La scoperta che per un carciofo si può ottenere la promessa di un invito, la scusa per un giro in moto, uno sguardo diverso alla città...addirittura la scusa per un nuovo sorriso.
Forse forse è vero che per fare tutto ci vuole un fiore!

domenica 31 marzo 2013

Meringata al limone



Tutto ha inizio qualche settimana fa, quando sono arrivati dei limoni di tutto rispetto, profumati e succosi regali di un'amica...anzi dell'albero del giardino di un'amica. Talmente biologici che avrei potuto mangiarli direttamente a morsi. Ovvio che bellezze del genere sarebbe stato un delitto spemerle nel tè! 

domenica 24 marzo 2013

Insalata di more e Bentornata primavera







































Improvvisamente l'aria si è fatta calda, i raggi di sole più accoglienti e la fragranza sa perfettamente di fiori e erba tagliata.
Improvvisamente le giornate si fanno più lunghe, si apre la finestra ed è come se gli uccelli cinguettassero più forte e si avesse bisogno di sgranchire il sorriso un po' stantio. 
Improvvisamente una voglia incredibile di leggerezza, di cieli blu e prati verdi.
E per quanto sappia perfettamente che le more siano un frutto quasi autunnale, l'idea di accostarle alla dolcezza delle più tenere foglie di lattuga mi fa sempre ricordare gli scampanii delle mucche che tornano finalmente al pascolo.
Improvvisamente, da 3 giorni, un nuovo giro di boa, una nuova primavera.
Bentornata primavera.

domenica 17 marzo 2013

Porter Cake








































E con questo (dopo scones&lemon curd e l'irish soda bread) siamo a quota 3 post in 3 giorni...davvero un record!
Ma oggi, 17 marzo, è San Patrizio!!! Mi rendo conto che festeggiare una ricorrenza culturalmente non italiana è propriamente discutibile, ma...ebbene sì è più forte di me! Non so cosa sia, se le immagini di quelle vallate verdi sterminate punteggiate di pecore quasi fossero margherite e le nuvole fitte quasi fossero pecore, non so se siano le leggende di fate e folletti che mi ricordano tutte le fiabe lette da bambina o quella musica, di violini e cornamuse lontane che sento sottopelle ogni volta che l'ascolto e appartiene alle mie orecchie come se non avessi mai ascoltato altro in vita mia. Forse, io non lo so, in una mia vita precedente sarò stata un saltellante Leprecano, una pecorella della brughiera, un gabbiano del nord o un filo d'erba sulla cima di una scogliera...o un verde trifoglio, chissà...fatto è che non esiste 17 marzo senza indossare qualcosa, anche piccolo, di verde, senza ascoltare qualche giga irlandese...senza sfornare una Porter cake.
Aspettando, sicura di poter vedere un giorno con i miei occhi l'Irlanda...
buon Saint Patrick's Day a ognuno di voi!
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