venerdì 26 gennaio 2024

Dahl di Lenticchie Rosse

 





































"Le radici profonde non dubitano mai che la Primavera arriverà" 
(Marty Rubin)


Da qualche mese, dopo essermelo ripromesso per tantissimo tempo, ho finalmente iniziato a seguire delle lezioni di yoga. Il mio impegno è per ora solo di 1 ora a settimana e per avvertire dei sostanziali benefici da questa pratica sicuramente dovrei intensificarne la frequenza. Ma, senza recriminare troppo, che i sensi di colpa non hanno mai aiutato nessuno, anche così è importante per me sapere che, almeno in quel singolo appuntamento settimanale, ho un momento da dedicare a me, per provare a rallentare i pensieri, ascoltarmi e cercare di migliorarmi. 
Pur essendo una neofita, non ho mai pensato allo yoga come a un esercizio fisico, per quanto la pratica possa contribuire al beneficio del corpo, ma più come a un modo di essere (e sono assolutamente contenta di averne avuto la riprova nelle continue parole della mia maestra) che parte dalla maggior consapevolezza di noi, del nostro respiro, dei nostri pensieri, del nostro corpo e dell'ambiente in cui questo si muove. Un percorso che inizia su un tappetino e si riversa poi al di fuori nella vita intera. 
Riflettendo su questo aspetto, negli ultimi giorni mi sono chiesta spesso se anche momenti di vita quotidiana, come per esempio quelli in cui mi dedico a cose come la fotografia o la scrittura, siano potenzialmente da considerarsi personali(ssime) pratiche yoga, i momenti di concentrazione per trovare tra i pensieri confusi le giuste parole che possano riordinarli o il corretto scatto che possa metter pace tra le tante idee creative. Mi sono ritrovata a sorridere da sola pensando che probabilmente tra i momenti in cui mi sono sentita più vicina alla mia idea di meditazione yoga, per ora ci siano sicuramente quelli in cui ho avuto le mani immerse in qualche impasto. Ci saranno quindi collegamenti anche tra yoga e cucina? Qualcosa mi suggerisce di sì.
Le lezioni del mese di Gennaio si sono concentrate principalmente sul Muladhara Chakra, il primo dei 7, identificato alla base della colonna vertebrale e collegato alle gambe e quindi ai piedi, fondamentale per l'equilibrio e la stabilità come per una casa le fondamenta o per una pianta le proprie radici e inevitabilmente collegato all'elemento terra. 
Mi sono così divertita a notare come questo dahl nella mia testa risultasse perfetto per questo periodo: proteico, nutriente e totalmente vegetale, con ingredienti nati e cresciuti nella terra come lenticchie rosse, cipolla, aglio, radice di zenzero...ma anche estremamente deciso e riscaldante, per la presenza di diverse spezie e peperoncino. E sarà che ci stiamo avvicinando ai Giorni della Merla, ma per combattere l'aria fredda di questo periodo lo trovo ideale. 
Non so se in mezzo a tutte queste chiacchiere ci sia qualcosa che intuitivamente si avvicini al vero, nè se alla prossima lezione potrò raccontare in modo credibile alla mia insegnante di aver praticato anche extra ora settimanale, conteggiando le ore passate in cucina, ma questo post di fine Gennaio lo dedico proprio a lei e a chi allo stesso modo lavora ogni giorno con passione per incoraggiare chiunque a ritrovare il giusto passo, il corretto respiro, le proprie radici.

***

Ingredienti: 
  • 150 g di lenticchie rosse decorticate 
  • 100 ml di latte di cocco 
  • 2-3 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1 cipolla 
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 20 g di zenzero fresco (2-3 cm di radice) 
  • 1 cucchiaino di cumino 
  • 1 cucchiaino di curcuma 
  • 1 cucchiaino di curry (o di lime kaffir)
  • peperoncino 
  • olio evo 
  • sale 
Mettete a rosolare  molto dolcemente, in una casseruola profonda con un po' d'olio, la cipolla tagliata sottilmente, l'aglio tritato, lo zenzero pelato e gratuggiato, aggiungete anche cumino, curcuma e curry e un pizzico di peperoncino, se gradite il piccante, così che le spezie possano rilasciare meglio i loro aromi. Quando la cipolla si sarà ammorbidita, aggiungete le lenticchie precedentemente sciaquate e scolate, un paio di cucchiai di passata di pomodoro, l'alloro (o lime kaffir) e coprite di acqua un dito sopra le lenticchie. Fate cuocere così a fuoco moderato per 20 min, fino a che le lenticchie saranno morbide (se si dovessero asciugare troppo, aggiungete altra acqua). Aggiustate di sale e aggiungete il latte di cocco, riportando a bollore e facendo cuocere altri 10 min. 
Potete servire il dahl in accompagnamento a del riso basmati, del pane (tipo naan o chapati) o anche come semplice e gustosa zuppa, e potete guarnirlo con qualche cucchiaio di latte di cocco e del coriandolo fresco (o prezzemolo se non gradite il coriandolo).



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