domenica 7 gennaio 2018

Canederli (Knödel)



Nonna ci metteva salsicce e fegatini, io ho ceduto al mio amore per il più classico speck. 
Nonna li faceva di dimensioni epocali (roba che uno bastava a riempirti il piatto), io ho preferito riportarli alla loro grandezza "umana". 
Nonna li chiama "canedarli"...per tutto il resto del mondo sono "knödel". 
Ma la vera domanda è: perchè una nonna veronese avesse nel suo ricettario un piatto tirolese? 

martedì 2 gennaio 2018

L'ultima fetta di Arcobaleno








































"(...)«Ti farò un regalo» cantò sul ritornello che Gianni gli aveva fischiato. 
«Cosa sarà quel portento? Un lucchetto d'oro o una chiave d'argento?»
 Gianni, che non avrebbe saputo cosa farsene di un regalo simile, disse súbito: 
«Per piacere, la cosa che mi piacerebbe di più al mondo è un arcobaleno tutto per me.»(...)"
(L'ultima fetta di arcobaleno da "I Racconta Storie" n.2)


Esistono poche cose che raccontano la mia infanzia come le due valigette rosse piene di decine di cassette di storie e fiabe narrate dalle voci più famose della recitazione italiana anni '80. 
Accompagnavano i miei pomeriggi di giochi, ogni notte, prima di andare a dormire, sceglievo una cassetta diversa e la facevo suonare nel buio della stanza con la coperta tirata fin sopra le orecchie e quando ero malata mi facevano compagnia, mentre sdraiata a letto mi divertivo a sfogliare i fascicoli rilegati e seguire i racconti osservando le belle illustrazioni o colorando i disegni che si trovavano nelle pagine centrali. Ho imparato la bellezza dell'ascolto, la poesia di un bel racconto e centinaia di parole nuove, ascoltando tutte quelle storie...fino a impararle a memoria, a conoscere come le mie tasche i disegni, le musiche, le voci, fin anche il colore delle copertine di ogni fascicolo.

lunedì 1 gennaio 2018

Calendario 2018

Gli ultimi giorni del 2017 sono stati per me all'insegna della febbre, della pioggia, delle imprese sfornate nel cuore della notte, ma anche della famiglia, dei veglioni in tuta con le amiche, delle vecchie fiabe, dei colori in punta di pennello...o in strati di torta.

Una cara amica mi ha vivacemente ricordato che il muro della sua cucina aspettava speranzoso il nuovo calendario del Macinino che lo salvasse dal grigiore e dalla tristezza. Potevo astenermi?
A quella amica e al suo muro, ma anche ai muri di tutti gli amici vecchi e nuovi, ovunque essi siano, dedico questo piccolo calendario da scaricare e stampare, perfettibile sicuramente, ma sempre fatto con il cuore.

Che il 2018 regali a ciascuno arcobaleni sopra ogni tempesta.
M.

***
calendario2018 (ITA)

calendario 2018 (ENG)



domenica 24 dicembre 2017

Pere in crosta e Babbi Natale








































"...You better watch out 
You better not cry 
Better not pout 
I'm telling you why 
Santa Claus is coming to town 
Santa Claus is coming to town"


Anche quest'anno, dopo un faticoso conto alla rovescia, è arrivato il momento di partire per le vacanze natalizie. Giusto il tempo di tornare in fretta e furia dal lavoro, sistemare le ultime cose, chiudere valigia e casa e via. Tutto come pianificato se non fosse la testa che scoppia e le articolazioni doloranti. Faccio finta di nulla, mi imbacucco per bene con sciarpa e piumino e mi dirigo in stazione. 
La verità ahimè è che insieme alla valigia, a una fila di lucine a stellina e 5 metri di nastro, a Verona ci ho portato anche la febbre! 

giovedì 21 dicembre 2017

Torta di more







































"Al mio buon amico Hercules Poirot. Per lui la vita senza un mistero 
sarebbe come un roastbeef senza una buona mostarda!"
(A. Christie, La torta di more)


Vi siete mai chiesti perchè i libri gialli siano sempre così ricchi di riferimenti al cibo?
Forse perchè un piatto ben cotto è una delle armi più misteriose, tra le più interessanti per uno scrittore visto che, se tante persone mangiano o bevono lo stesso cibo,  è più difficile capire chi ne sia la vittima predestinata o chi l'assassino. Oppure perchè conoscere i gusti, le abitudini di un personaggio ce lo rende sicuramente più familiare e ci cattura con più affetto nella trama del romanzo, come se ci sedessimo alla stessa tavola. 
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