giovedì 19 dicembre 2013

Alberelli al miele e chiodi di garofano







































O Christmas Tree! O Christmas Tree! 
Thy leaves are so unchanging…
O Christmas Tree! O Christmas Tree! 
Thy leaves are so unchanging
Not only green when summer’s here 
but also when ‘tis cold and drear…
O Christmas Tree! O Christmas Tree!
Thy leaves are so unchanging.
  
Tra un paio di giorni sarò su un treno per Verona e comincerà il mio Natale.
Ma a parte ricordarvi vecchie ricettine perfette per questo periodo (gingerbread, mince pies, bretzel e croccante), non potevo non accendere il forno (quello della casa nuova!) e provare un nuovo biscottino, che potrebbe tranquillamente essere una soluzione per qualche regalino dolce dolce, in un barattolo ben etichettato o in un sacchettino con un bel fiocco. Il profumo del miele e dei chiodi di garofano hanno riempito la mia casetta e il luccichio della superficie zuccherata sembra sposarsi alla perfezione con quello del mio nuovo alberello da parete di cui vado tanto fiera (tutto fatto rigorosamente in casa in stile ecologic-chic).
Ora regnano il bianco, le luci, i profumi...Rettifico: il mio Natale è già cominciato!

sabato 7 dicembre 2013

Carote al forno e i nuovi colori







































A due settimane dal mio ingresso nella "nuova-vecchia" casa, districandomi ancora tra scatoloni e sacchetti da svuotare, angoli da pulire e oggetti a cui trovare un posto, mi fermo a guardare i pensili della piccola cucina, le piastrelle del bagno e i muri in parte così famigliari. "Visualizza un colore attorno a te..." me lo ripeto ogni tanto come un mantra da quando un caro amico me l'ha dato come compito.
I colori fanno parte della mia vita da sempre, scatole di matite da temperate, pennarelli di ogni forma da riordinare, tubetti da spremere, tonalità da mescolare, stoffe e fili da abbinare, oli e tempere da odorare...così tanto che dire che colore abbia la mia vita diventa molto difficile...pure pensare a quale sia il mio colore preferito è ormai impresa quasi impossibile.
Sarà perchè la mia vita è cambiata spesso, e la mia natura di per sè restia si è dovuta adattare ai nuovi inizi, divertendosi ironicamente dando ormai nomi e titoli ai momenti, assegnando a numerando ognuno di essi perchè abbia un suo posto e consequenzialità (...1.0, 2.1, 3.0...ho perso il conto), assegnandogli un colore...
In effetti anche Picasso ha avuto i suoi momenti colorati, perché non potrei averli anch'io? Difficile definire il colore della vita, ma le sue fasi ce ne hanno uno? Azzurro, blu, rosso...le mie forse sì. 
Cerco nuovi colori attorno a me e mentre progetto quelli di pareti e mobili, osservo quello della luce che entra dalle finestre.

(n.b.: il colore delle carote in origine non era arancione, ma furono create tali in onore di Guglielmo I d'Orange. Per i più scettici: il gusto di queste è identico, ma cercare nuovi colori può essere divertente, no?!)

domenica 17 novembre 2013

Biscotti alla carruba







































Cosa fai quando un tuo collega entrando al lavoro ti ferma e ti fa: "Ho una cosa per te...lo so che tu le conosci! Qua nessuno sa cosa sono..." e ti mette in mano due lunghi fagioloni marroni?
"Carrube!!!". E pensi che facevano sempre capolino nel piatto di Santa Lucia di nonna, non mancavano mai insieme a piccoli dolcetti e frolline. Ma poi rifletti: "A dirla tutta...sai che non le ho mai assaggiate?". 
Così, per continuare la riscoperta di vecchi sapori dimenticati, me ne sono tornata a casa con un piccolo trofeo, le ho addentate per la prima volta e dopo giorni che arredavano la fruttiera ho deciso che dovevo provare a farne qualcosa. 
Il collega siciliano ricorda che da lui si utilizzano tanto in pasticceria, però come farina di carrube.
Che problema c'è? Via nel mixer ed ecco qua dei piccoli biscottini profumati, perfetti per rinfrancarsi di ritorno dal lavoro. Non me ne vogliano i colleghi. Gnam.

lunedì 11 novembre 2013

Caldarroste e (fare) San Martino







































Questa è una ricetta? Avrete da obiettare. 
Infatti non lo è per quanto probabilmente ci sarebbe da scrivere un libro per tutte le accortezze da adottare per ottenere una caldarrosta perfetta: incidere la buccia senza intaccare la polpa perchè rimanga più morbida e umida, immergerle nell'acqua prima di cuocerle, richiuderle appena pronte per qualche minuto in un sacchetto del pane ben sigillato perchè si sbuccino con più facilità...e poi la teglia giusta, la temperatura giusta, se c'è un camino ancora meglio...e io ci aggiungo delle belle patate dolci americane (e se non le avete mai provate è un imperativo!) che in famiglia da me erano il giusto accompagnamento alle castagne e ai pomeriggi di chiacchiere e dita fuligginose. 
Tutto giusto ma la verità è che questi sarebbero stati i perfetti ingredienti per oggi: San Martino, castagne e vino (che con il vento freddo portato da questa "estate" si sarebbero sposati una meraviglia!), ma per me oggi San Martino cosa poteva portare se non...un nuovo trasloco? 
Vero che prima di avere una funzionante e nuova cucina ancora ho un bel po' da sistemare, vero che manco sarà del tutto nuova perché i misteri della vita m'hanno riportato ad una casa già conosciuta alcuni anni fa, però comincia oggi il mio "N"esimo san martino e visto che il mio ingrediente preferito per delle buone caldarroste sono i buoni amici...rimando solo un po'. 
Aspettando di poter festeggiare insieme la nuova casetta del Macinino.

domenica 3 novembre 2013

Crostatine all'olio con mele cotogne







































Da qualche giorno osservo divertita gli esperimenti pasticceri di un amico che, deciso a dar fondo alle sue giacenze  "marmellifere", sforna crostate a tutto spiano. La scusa della colazione sta diventando una specie di ricerca della pasta frolla perfetta: giuste dosi, giusti ingredienti, giusta cottura... Nel suo daffare se n'è uscito con l'uso dell'olio al posto del burro e, per quanto la sua conclusione più che giustificata sia stata: "però la frolla con il burro è un'altra cosa!", ho deciso incuriosita che dovevo provarla pure io.
Giusto una settimana fa ho passato la domenica in un paesino del viterbese in occasione della Sagra della Castagna. Giornata deliziosa e quale occasione migliore per tornarmene a casa con una...mela cotogna!?!
Beh sì, le castagne le ho gradite molto e pure apprezzate dentro ad una originale zuppetta che proverò sicuramente a rifare (però questa sarà un'altra storia), ma in questi luoghi lontani dalle città, soprattutto in occasione di sagre e feste di paese, è come se il tempo quasi si fermasse e così, tra una bancarella di chincaglierie e una di vin brulè, capita che si trovino sapori antichi e un po' dimenticati, quelli che la gente fa molta fatica ad apprezzare in un supermercato, ma che a me piacciono tanto...come se potessero sussurrarmi vecchie storie una volta accolti nella mia cucina.
Morale: la mela ha gentilmente accettato di accompagnarmi fino a casa solo perchè io trovassi una scusa per eliminare un vecchio vasetto di cotognata dalla dispensa e io ho provato una variante alla classica frolla di mia madre, sempre utile per amici e ospiti intolleranti ai latticini o più semplicemente a dieta.
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