Da qualche giorno osservo divertita gli esperimenti pasticceri di un amico che, deciso a dar fondo alle sue giacenze "marmellifere", sforna crostate a tutto spiano. La scusa della colazione sta diventando una specie di ricerca della pasta frolla perfetta: giuste dosi, giusti ingredienti, giusta cottura... Nel suo daffare se n'è uscito con l'uso dell'olio al posto del burro e, per quanto la sua conclusione più che giustificata sia stata: "però la frolla con il burro è un'altra cosa!", ho deciso incuriosita che dovevo provarla pure io.
Giusto una settimana fa ho passato la domenica in un paesino del viterbese in occasione della Sagra della Castagna. Giornata deliziosa e quale occasione migliore per tornarmene a casa con una...mela cotogna!?!
Beh sì, le castagne le ho gradite molto e pure apprezzate dentro ad una originale zuppetta che proverò sicuramente a rifare (però questa sarà un'altra storia), ma in questi luoghi lontani dalle città, soprattutto in occasione di sagre e feste di paese, è come se il tempo quasi si fermasse e così, tra una bancarella di chincaglierie e una di vin brulè, capita che si trovino sapori antichi e un po' dimenticati, quelli che la gente fa molta fatica ad apprezzare in un supermercato, ma che a me piacciono tanto...come se potessero sussurrarmi vecchie storie una volta accolti nella mia cucina.
Morale: la mela ha gentilmente accettato di accompagnarmi fino a casa solo perchè io trovassi una scusa per eliminare un vecchio vasetto di cotognata dalla dispensa e io ho provato una variante alla classica frolla di mia madre, sempre utile
per amici e ospiti intolleranti ai latticini o più semplicemente a
dieta.




