domenica 3 novembre 2013

Crostatine all'olio con mele cotogne







































Da qualche giorno osservo divertita gli esperimenti pasticceri di un amico che, deciso a dar fondo alle sue giacenze  "marmellifere", sforna crostate a tutto spiano. La scusa della colazione sta diventando una specie di ricerca della pasta frolla perfetta: giuste dosi, giusti ingredienti, giusta cottura... Nel suo daffare se n'è uscito con l'uso dell'olio al posto del burro e, per quanto la sua conclusione più che giustificata sia stata: "però la frolla con il burro è un'altra cosa!", ho deciso incuriosita che dovevo provarla pure io.
Giusto una settimana fa ho passato la domenica in un paesino del viterbese in occasione della Sagra della Castagna. Giornata deliziosa e quale occasione migliore per tornarmene a casa con una...mela cotogna!?!
Beh sì, le castagne le ho gradite molto e pure apprezzate dentro ad una originale zuppetta che proverò sicuramente a rifare (però questa sarà un'altra storia), ma in questi luoghi lontani dalle città, soprattutto in occasione di sagre e feste di paese, è come se il tempo quasi si fermasse e così, tra una bancarella di chincaglierie e una di vin brulè, capita che si trovino sapori antichi e un po' dimenticati, quelli che la gente fa molta fatica ad apprezzare in un supermercato, ma che a me piacciono tanto...come se potessero sussurrarmi vecchie storie una volta accolti nella mia cucina.
Morale: la mela ha gentilmente accettato di accompagnarmi fino a casa solo perchè io trovassi una scusa per eliminare un vecchio vasetto di cotognata dalla dispensa e io ho provato una variante alla classica frolla di mia madre, sempre utile per amici e ospiti intolleranti ai latticini o più semplicemente a dieta.

lunedì 28 ottobre 2013

Funghi impanati con salvia







































La latitanza da questa mia piccola (e per ora unica) "casa sicura" degli ultimi periodi è subito giustificabile visto che, tanto per cambiare, sono nuovamente in cerca di una casa (in muratura però!)
Magari bastasse uno spazio virtuale...magari, perchè sto soffocando tra annunci, telefonate e visite alle offerte più strane, assurde, folli e sinceramente anche un po' disgustose, che si possano immaginare. 
O meglio...chi vive a Roma troverà tutto questo abbastanza "normale", ma io penso che spacciare per "case" dei buchi di 20mq, quando sono tanti 35/40 (ops su 2 livelli!!!), bagni senza bidet (peccato che ci troviamo in Italia), spazi ammobiliati (che se li presentano vuoti almeno risparmiano su muffa e tarli), angoli cottura arredati (2 piastre elettriche...zero frigo...e zero forno! No vabbè questo è per me inaccettabile!!!), a dei prezzi che superano di gran lunga uno stipendio...è davvero una schifezza! E non servirà a nulla, ma io denuncio questa situazione inaudita, in modo che anche il resto del mondo sappia!
Terminata la fase "sindacalista in pensione", mi perdo a guardare le foto di questa ricettina, sperimentata almeno due settimane fa, in attesa di avere, tra lavoro e ricerca al limite del ridicolo, 10 min per pubblicarla. Parla d'autunno, di quello fatto di boschi e foglie ingiallite, anche se qua ancora porto le maniche corte. Guardo quei funghetti freschi e penso a quanto sarebbe bello poter essere una specie di elfo, un folletto delle foreste, uno gnomo e poter trovare comoda residenza sotto a qualche tetto lamellato o spora spugnosa. Ma sono cresciuta dai tempi in cui giocavo con la mia collezione di puffi di gomma e costruivo le loro abitazioni, interi villaggi, sotto la scrivania del laboratorio di nonna. 
Quindi chiunque abbia un minimo di con-passione e (non si sa mai) avesse notizie di una casa con un forno in quel di Roma compatibile con delle finanze dignitose, rispetto ai tempi di crisi, ma certo non floride...io sono qua. La mia salute spico-fisica ne sarà grata e pure il mio blog. Forse poi un po' anche voi!
Con affetto, il vostro Macinino-ambulante.

giovedì 3 ottobre 2013

Reine de Saba e un anno di blog








































"Lo sai perchè mi piace cucinare?"
"No, perchè?"
"Perchè dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!" 
(Julie & Julia)*

Esattamente un anno fa come oggi cominciava tutto con un C'era una volta...
Ho pensato così spesso a cosa avrei scritto allo scadere dell'anno che quasi non mi sono accorta che l'anno è realmente passato.
Ora sono qua, affossata sul divano, dopo esser tornata a casa dal lavoro piuttosto tardi, decisamente stravolta, troppo stanca pure per potermi inventare storie che contemplino un "c'era una volta" e un "vissero felice e contenti", devo ancora infilarmi sotto la doccia per lavarmi di dosso una giornata di fatica e di cose che non vanno sempre come vorrei e so che il gallo canterà all'alba per me domani.
Quindi mando a quel paese i bei discorsi celebrativi e beneauguranti, e pure l'esplicitazione di nuove idee e buoni propositi per il futuro di questo spazio (che poi se non riesco a mettere in pratica facevo più bella figura a tacere), prendo quel che resta della torta che ha occupato tutto il mio pomeriggio casalingo di ieri, afferro una forchetta e mangio. E' così che capisco tutto d'un tratto il perchè fosse così giusto scegliere lei per questo post e come sia ironica sotto sotto la citazione che sottintende a questa ricetta, che, diciamocelo chiaramente, all'inizio mi sembrava carina, ma decisamente banale e scontata nel mondo dei foodblogger (e per chi non avesse visto il film consiglio di dargli un'occhiata*).
Probabilmente avrebbe avuto lo stesso effetto una qualsiasi forchettata di un'altra buonissima torta (posto che, a parer mio, sia difficile trovare torte che comunque possano confrontarsi con il cioccolato...e qua ce n'è davvero tanto!), ma ora, con quel gusto e le mandorle e il burro al caffè in bocca, penso ai perchè...
Perchè non è tanto importante la meta, ma il viaggio stesso, e bisogna pur cominciare a camminare per poter dire di aver cominciato il viaggio.
Perchè una volta iniziato il viaggio, ormai tanto vale provare a proseguirlo per vedere come va avanti.
Perchè il cammino migliore probabilmente è quello che ha il sapore delle cose che più ci piacciono.
Perchè ognuno di noi ha il sacrosanto obbligo di seguire le proprie passioni e non c'è niente come il cercare di farlo che può ricordarci quanto valgano.
Perchè ora è in una torta al cioccolato e domani chissà...ma ogni tanto lungo il cammino, oltre a milioni di calorie e una mano alla cellulite, ci si potrebbe trovare una buona dose di affetto e un grande abbraccio.
Tanti auguri Macina Caffè!

lunedì 30 settembre 2013

Confettura di fichi bianchi e mele







































Strano come tanto tu possa cercare una cosa più lei sarà fuggevole, si farà desiderare e sarà difficile afferrarla. Strano pure questo autunno in cui è stato più complicato trovare dei fichi che delle arance (possibile?!?).
Ma a dimostrazione della mia testardaggine (o forse che qualche verità si nasconde sempre nel "chi cerca trova") poi sti fichi sono arrivati. Certo non erano belli tanto quanto quelli con cui quasi un anno fa ho farcito la pizza, ma per una buona confettura andavano benissimo. Quindi dopo vari esperimenti in vasetto (pere, melagrane, zucca) la nuova arrivata dolce e delicata mi farà compagnia nella dispensa e nelle prossime colazioni.

sabato 28 settembre 2013

Trofie al pesto genovese







































"Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera, il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa. Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore. 
Basta solo lasciarle salire, basta solo farle entrare.
E' tempo di imparare a guardare. E' tempo di ripulire il pensiero. 
E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero..."

Giorni fa leggevo in rete delle parole davvero azzeccate che dicevano come settembre sia un mese in transito, non più estate e non ancora autunno. Il mese dei rimpianti e delle aspettative per il futuro. 
Un mese in qualche modo dove un po' si muore e si rinasce. Un mese pieno di contraddizioni, in perenne stato di metamorfosi e mai definito.
Tanti progetti e decisioni e la malinconia che mi accompagna sempre sul finire dell'estate. 
Questo mese sta quasi per terminare come forse questo stato di strano limbo in cui mi trovo sempre ogni anno in questo periodo. Ma il sole splende ancora alto e i profumi sul mio balcone si fanno ancora sentire.
Ecco che prima che faccia troppo freddo per poter sperare in una resistenza superiore del mio basilico, meglio concedergli la sua giusta e gloriosa fine.
C'è voluto tanto e tante sono state le ricerche in rete, sui libri, tanti gli esperimenti...ma alla fine sono giunta a quella che per me è stata la versione più riuscita di Sua Maestà il Pesto.
Quello genovese eh...per cui per non rischiare di offendere la vera ricetta ligure ho fatto di tutto, dal ricercare basilico con tanto di carta d'identità autentica, all'olio extra vergine più giusto, fino allo scoprire l'esistenza addirittura di un Consorzio Pesto Genovese (che ringrazio per la loro preziosa ricetta). Basta con i pesti scuri, marroni e ossidati. E alla prossima giuro che arriverà anche un vero signor mortaio in marmo! 

ps: visto che Genova ultimamente incrocia i miei pensieri, un caro abbraccio a mia cugina (che ora forse potrà darmi il suo parere) e l'augurio che la sua nuova avventura la porti lontano.

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