“Maggio è il momento perfetto per cominciare o per finire.”
(Maurizio De Giovanni)
Mentre mi barcameno navigando a vista tra le decine di relazioni finali (ovvero le enormi quantità di scartoffie pressochè inutili che nessuno, eccetto chi le ha prodotte, si degna poi di leggere) e inizio il mio conto alla rovescia scolastico, almeno per la fine delle lezioni (aka la luce in fondo al tunnel), ma prima che questo mese finisca, mi ricordo che almeno uno scattino decente che racconti come sia invece iniziato, lo avevo pronto da un po'.
Perchè Maggio, sempre pieno di scadenze, ultime incombenze e sprint finali, mese che sa essere pesante come un macigno, lavorativamente parlando, prima di sdraiarci tutti con picchi di caldi estivi a primavera, sa anche regalarci prati verdi ed esplosioni di fiori, giornate lunghe e promesse di amene spensieratezze.
Nonostante, dopo molti anni, da veneta non abbia ancora fatto del tutto pace con l'abitudine romana di consumare spropositate quantità di fave crude, provo ogni maggio a confondermi con gli autoctoni destreggiandomi alla benemeglio nello sbucciare le malcapitate... concludendo poi che "se pò fa' ", ma, nonostante tutto, la loro parte migliore, almeno per me, rimane il pecorino.
Però la vera svolta negli ultimi anni, per trovare la quadra tra me e loro, è stata imparare che se tagliate con tutto il bacello e fatte cuocere dolcemente, possono diventare un condimento per la pasta per niente male.
Ecco qua: le fave ci sono, non ho dovuto sbucciarle e non c'è stato nessuno spreco!
Ne va da sè che il pecorino non può mancare e, visto che c'ero, ci ho unito gli asparagi. Per una pasta primaverile verdissima che più verde non si può e per un'ode a Maggio, che, tutto sommato, sa regalarmi sempre qualcosa di nuovo.
***
Ingredienti:
- 150 g di pasta di piselli (ma anche semplice pasta di grano duro va bene)
- 10 fave fresche (meglio se biologiche)
- 100 g di asparagi verdi
- 1 cipolla
- pecorino grattugiato q.b.
- mentuccia e timo freschi
- olio evo
- sale
Lavate molto bene i bacelli delle fave e, privati giusto delle estremità con i peduncoli legnosi, se presenti, affettatele a tocchetti grossolani, mettendole poi a stufare in padella con della cipolla tagliata sottilmente e un po' d'olio. Seguite la cottura aggiungendo un pizzico di sale e dell'acqua a necessità, così da cuocerle senza bruciarle, fino a renderle morbide. A parte lavate delicatamente gli asparagi privandoli del gambo finale più tenace e cuoceteli come più preferite. Io personalmente li faccio al cartoccio in forno (qua il procedimento), oppure in padella anch'essi se sono sottili. Tenete da parte le punte più belle e integre, il resto frullatelo con sale e un filo d'olio (se già non l'avevate messo in cottura) fino a creare una purea. Fate bollire la pasta (io ho provato la pasta di piselli, divertita dal gioco di verdi e di richiami primaverili) e, una volta cotta, mantecatela, con un po' di acqua di cottura, nella padella con le fave, aggiungendo mentuccia e timo freschi tritati e, alla fine, abbondante pecorino. Servite la pasta su un fondo di purea di asparagi, in modo da mescolare, se si desidera, direttamente nel piatto. Le punte degli asparagi a guarnire e qualche fava fresca sbucciata, per i romani incalliti!


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