giovedì 25 aprile 2013

Apple Pie







































Da un compleanno ad un altro, da una torta...pardon pie ad un'altra.
Il primo questa volta è del mio splendido fratello (che però solo per il fatto di compiere troppi pochi anni non meriterebbe niente!), la seconda è la mitica apple pie.
La scelta è stata semplice visto che pare, almeno nella mia famiglia, che gli uomini di casa stravedano per lei, pensando addirittura che sia: "la miglior torta di mele mai mangiata!", nello specifico tra lei e mio fratello è stato decisamente amore! Non è stato il solo ecco...perchè la crosta assolutamente non dolce e il tripudio di mele all'interno, magari servito un po' tiepido...mmmhhh
La più classica e conosciuta delle torte american-style va assolutamente provata!
E il vero divertimento, almeno per quanto mi riguarda, è l'immancabile ricordo di una Biancaneve che stende la sfoglia per ricoprire la sua torta e ritaglia per bene la pasta in eccesso canticchiando davanti alla finestra aperta sul bosco. Quasi quasi stavo aspettando che i passerotti arrivassero a "zampettare" i bordi...

sabato 20 aprile 2013

La stagione delle fragole e una crostata







































Mi sveglio stranamente presto anche questo sabato mattina, pensando "meno male visto la mole di lavoro che ho da fare", ma con zero voglia di occuparmene.
Almeno non prima di aver alzato la tapparella del balcone e rimirato la produzione di fragole del piccolo vasetto rosso, che da una settimana ha fatto ingresso tra le coltivazioni casalighe.

mercoledì 17 aprile 2013

Cipolle rosse al pollo speziato







































Guardo le unghie della mia mano, grigie e un tocco di viola. 
Viola come qualche ciuffo spudoratamente sfacciato che sbuca ultimamente da sotto i miei capelli. Evidentemente, penso, questo deve essere il mio momento viola, come per Picasso lo è stato il blu o il rosa. 
Viola, colore a volte del lutto, colore anti-teatro ma contemporaneamente dell'introspezione e dell'arte. Mai considerato molto.
Le guardo mentre una mia collega in pausa pranzo chiede: "...ma come fate ad avere il tempo di mettervi smalti?" Infatti, penso io, il tempo non ce l'ho! 
Come non ho il tempo di curare le piante in balcone, di sistemare le mie foto, di cucinare e fare una miriade di altre cose che ogni giorno cerco di incastrare ogni dove. 
Ma cosa saremmo senza queste cose che "non abbiamo il tempo di fare"? Cosa saremmo ogni tanto senza un pizzico di spezie e un tocco di colore qua e là?
Viola, colore anche delle cipolle. Chissà perchè si ostinano a chiamarle "rosse".

***
La mia scelta oggi, 13 agosto, per la Giornata Nazionale delle Verdure Ripiene, promossa dal Calendario del Cibo Italiano.

domenica 14 aprile 2013

Biscotti al caffè







































Ieri giornata super frenetica e il fatto di non uscire (ahimè) il venerdì sera, ha determinato una sveglia ad orari dignitosi per darsi da fare. "Il mattino ha l'oro in bocca", quindi giornata stancante ma produttiva.
Non contenta verso sera, dopo pulizie, giardinaggio, spesa e pianificazione di qualche arretrato del lavoro, ho pensato che potevo anche destreggiarmi in qualche biscotto per la colazione della domenica.
Avevo giusto adocchiato una ricettina sul blog di Sweety, una vera regina dei biscotti, in cui l'ingrediente principale aveva inevitabilmente attirato la mia attenzione. Poteva il Macina Caffè non sperimentare questi biscottini deliziosi...anche nella forma? 
Buona scusa per la colazione del w.e., per una nuova ricetta, con appena qualche leggerissima licenza poetica rispetto all'originale e per mostrarvi, visto che mi sono accorta di non averlo mai fatto prima, il mio caro compagno Macinino, meraviglioso regalo, che da buon guardiano, osserva e sovrintende ogni mio movimento in cucina!

giovedì 11 aprile 2013

Pane di segale con semi di zucca e gli esperimenti con i lieviti

Grazie a Cristina, amica e collega di lavoro, qualche mese fa scopro un Natura Sì vicino a casa ed è subito amore.
Il regno degli ingredienti introvabili, particolari e soprattutto biologici.
Così persa tra scaffali e scaffaletti, con talmente tanti tipi di farina che il mio cervello si stava fondendo pensando a tutte le ricette che avrei dovuto sperimentare, il mio occhio si imbatte in alcune bustine: Pasta madre di Segale....Wow...cioè...wow...pasta madre? Mentre riflettevo dove poteva essere la fregatura già l'avevo pagato ed ero sulla strada di casa impaziente di poterlo sperimentare.
Io non sono uno chef, nè un pasticcere, nè tanto meno un panettiere, però quando penso alla pasta madre, penso ad una cosa viva, che bisogna nutrire regolarmente perchè fermenti...quale diavoleria si saranno inventati per produrre una pasta madre essiccata e che funzioni?

domenica 7 aprile 2013

Carciofi alla romana. Un fiore, due città







































A volte penso che il filo conduttore della mia vita, divisa tra Verona e Roma, possa essere un fiore (della serie per fare tutto ci vuole un fiore!). Ma il fiore in questione è il carciofo.
Innamorata alla follia già da piccola di quelli ripieni che cucinava nonna, carciofi straripanti pan grattato da racchiudere un'intero pasto, che nel piatto dovevano ottenere tutta la mia attenzione, perchè l'unico modo per mangiarli era sfogliarli un pezzo per volta e passare le foglie dure e carnose tra i denti, per rubare, insieme al ripieno, la parte tenera della foglia. Tanti cadaveri sul bordo del piatto. Un vero rito. Che capii con il tempo che non avrebbe potuto essere altrimenti, davanti a dei carciofi legnosetti e di modesta qualità.
Poi Roma, la "sacralità" del carciofo e la scoperta esilarante che, come diceva divertita una mia cara amica, l'Italia si può dividere semplicemente in due: i Ciuccia-carciofi (a nord) e i Mangia-carciofi (a sud).
La scoperta di una ricetta qua famigliare, nel senso di "appartenente alle famiglie" più che "conosciuta", che come tale in ogni cucina ha i suoi segreti, le sue sfumature, i suoi accorgimenti e che io stessa ho cominciato a fare guardando e spiando un po' qua e un po' là, raccogliendo via via dalle mie "famiglie adottive" e magari mettendoci qualcosa in più o in meno rispetto agli aromi che il mio balcone mi proponeva. Ma la mentuccia romana penso abbia il potere di trasformare una Ciuccia-carciofi in una dignitosa (non mi sbilancio perchè probabilmente ogni romano avrà da ridire sui miei carciofi) Mangia-carciofi.
La scoperta di carciofi di ogni forma e colore. Carciofi fritti, bolliti, crudi, interi, affettati...carciofi ovunque.
La scoperta che in questa città la primavera la si riconosce dalla "fioritura" ai bordi delle strade di mazzi di carciofi-da-carretto, proposti alle signore neanche fossero rose.
La scoperta che per far mangiare a nonna dei carciofi buoni, li si doveva infilare in valigia.
La scoperta che non ero l'unica veronese ad "importarli" con questo sistema.
La scoperta che per un carciofo si può ottenere la promessa di un invito, la scusa per un giro in moto, uno sguardo diverso alla città...addirittura la scusa per un nuovo sorriso.
Forse forse è vero che per fare tutto ci vuole un fiore!
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