sabato 12 dicembre 2015

A. A. A. Alberi Alternativi Amansi


Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.

Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…

Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.

(Filastrocca di Natale di Gianni Rodari “ Filastrocche in cielo e in terra”)


Molti romani, come la maggioranza in Italia, da tradizione hanno preparato l'albero l'8 dicembre. 
Invece, tralasciando le mie bizzarre abitudini, che per godermi gli addobbi natalizi nella casetta di Roma prima di salire a festeggiare in famiglia non fanno testo, a Verona era usanza prepararlo in occasione della festa di Santa Lucia, così da far trovare la casa illuminata a festa con l'albero scintillante alla poverina che, in compagnia del suo asinello, doveva far visita ad ogni bimbo buono, per portare i suoi dolcetti nella notte “più lunga che ci sia” tra il 12 e il 13 dicembre.

Da quando vivo da sola i miei alberi hanno sempre avuto qualcosa di originale, che fossero biscotti fatti in casa o lunghi nastri di popcorn, ma negli ultimi 3 anni mi sono divertita a sperimentarne di molto alternativi, rispettosi della natura, economici e home made
Tutto è iniziato con una fascina di rami secchi che stanziava sul lato della strada da mesi e che attirava la mia attenzione ogni volta che ci passavo davanti per andare al lavoro. 
A Roma chi fa i lavori di potatura o non viene pagato anche per la raccolta o in alternativa crede che dopo qualche mese l'asfalto o l'aria stessa faccia sparire come per incanto ogni traccia dell'accaduto...PUF
Io, stanca di aspettare questo “incanto”, un giorno ho deciso di far ritorno a casa trascinandomi buona parte del mucchio (o quantomeno quello che sono riuscita a rompere alla bell'e meglio), fermamente decisa che lo sfortunato seghetto della cassetta degli attrezzi avrebbe fatto il resto, a costo di fare gli straordinari. Così è stato e con “colla, spago e un fascio di canne”, come nella migliore delle versioni dei “Tre Porcellini”, è nato il mio albero da parete, alto almeno un metro, ma del tutto privo di aghi da raccogliere e soprattutto a prova di spazio...che nel mio piccolo appartamento scarseggia sempre. 
Questo mio piccolo orgoglio ha abbellito i miei ultimi natali, semplicemente srotolandosi senza intralcio e facendosi arricchire da piccole lucine e candidi abbobbi.
Quest'anno però gli esperimenti sono proseguiti con dei piccoli alberelli ricavati da vecchi libri, evitando così un triste destino (sia mai che non si possa trovare una seconda vita alle cose!!!) e un altro esemplare bidimensionale che ha vestito a festa una vecchia imposta, anch'essa salvata dal macero, e con una sobria eleganza decisamente minimal-chic, fatta di 3 chiodini e poco altro, ha donato magia ad un altro angolo di casa.
Dite la verità...non vi è venuta voglia di creare un nuovo alberello tutto con le vostre mani? 


***




























2 commenti:

  1. In salotto io ho un grosso vaso con delle grandi canne dì bambù che a dicembre diventavano il mio albero di natale...mettevo gli addobbi sulle canne....
    I tuoi alberi alternativi sono molto belli. Buon Natale

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    Risposte
    1. Grazie Debora! E sono sicura che anche le tue canne di bambù natalizie saranno deliziose!
      Ricambio gli auguri con affetto e contenta che tu sia passata da qua. Un abbraccio

      Elimina

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